Titolo: Psychocandy Autore: The Jesus and Mary Chain Produttore: John Loder, Alan Moulder, The Jesus & Mary Chain Anno: 1985 Etichetta: Wea Elemento:

E'
come quando sei in un prato con uno degli amici con cui esci. Lo conosci, sai che ha la dolcezza di un sasso aguzzo. Sai che, eliminate quelle battute acide e rumori nocivi, quella sua voce grezza non farebbe uscire nulla di degno di seria considerazione. Invece sei lì, in quel prato, magari a fumare una sigaretta, ma anche no, quando intavola un discorso di una profondità insospettabile, mettendo a nudo la propria persona nel bene e nel male, diventando trasparente al posto di coriaceo e capisci come vede la vita, quanto ha sofferto, quali problemi ha, ma anche quanto non gliene può sbattere di meno e quale via prende per superare gli ostacoli. E quando, dopo aver parlato di sesso in modo squallido, ti parla di una delusione d'amore non puoi che provare empatia e patimento e riesci ad apprezzare di più anche la scorza abrasiva e strafottente che conoscevi prima.
I Jesus & Mary Chain, sono così. Adolescenziali e ispirati e saggi. Colmi di sentimento avvelenato dal cinismo più nero, cantano con il rumore la melodia della vita giovanile, il sentimento autodistruttivo assurdo e la ricerca di pace interiore e la fuga dal quotidiano, la libertà e la costrizione (anche sessuali) e l'incapacità di non volere alcune cose ma di non poter agire in modo contrario. L'incapacità di non volere alcune persone ma il non riuscire a staccarsene.
La musica risente molto del clima dell'epoca. E' il 1985 e le maggiori band punk, new wave avevano già sconvolto la musica in un amplesso breve ma intenso.
A queste influenze (su tutti
Joy Division,
Smiths e
Sex Pistols) si aggiungono quelle derivanti dai Velvet Underground e dal più classico rock con in più un' originalissima volontà di sintesi tra rumore e armonia. Il percorso delle loro canzoni, percio', è quello del suono melodico rock (non mancano le "ballate", usando un termine inappropriato) sfigurato da distorsioni di diversa intensità a seconda del contesto. Spesso infatti vi prenderà la voglia di intonarvi con Jim Reid e di farne la doppia voce mentre le chitarre infrangono i vostri timpani. Il limite, a questo propisto, si raggiunge con "You Trip Me Up" dove il muro sonoro ha in cima cocci aguzzi di bottiglia mentre la melodia sembra soffocare al di sotto, restando pero' sempre percepibile. L'estremo che la scena shoegaze raramente oltrepasserà.
"Just Like Honey", la prima canzone dell'album, è la famosa portavoce di tutto quello che questo genere è: distorsioni e melodia seguono un testo tra il romantico, lo spinto e il volgare:
"I'll be your plastic toy
Ill be your plastic toy
For you
Eating up the scum
Is the hardest thing for
Me to do"
La batteria è qui il più grande tributo della band verso i joy division: cadenzato, dominante e costante.
L'album si sussegue tra ritmi più punk, serrati, disturbanti e aggressivi ("the living end", "taste the floor", "in a hole", il preludio all'estrema "You Trip Me Up": "My Little Underground") ad altri più lenti tra il rock e il new wave come "Hardest Walk" e "Sowing Seeds" . La penultima canzone, "Something's Wrong" è il fianco scoperto. In mezzo a tanta voglia di libertà, di sesso, di droga spunta la ferita mai rimarginata di una disillusione d'amore, esausta e incredula. Proprio per il contesto nella quale è inserita, proprio perchè spesso le altre canzoni sono l'esatto contrario di questa, "something's wrong" (assieme anche a "Just Like Honey" e a "Taste of Cindy" e "It's So Hard" e a molte strofe disperse in svariate tracce) colpisce ancora di più, rimane dentro e fa guardare all'album intero, coi suoi tormenti frivoli e la sua psichedelia, con occhi differenti. Ora si puo' sorridere dei
"I'm going down to the place tonight
To see if I can get a taste tonight
A taste of something warm and sweet
That shivers your bones and rises to your heat"
delle canzoni precedenti ("Some Candy Talking"), perchè Psychocandy è lo specchio di una gioventù sbandata e costretta, figlia di un decennio ruvido e autodistruttivo. Oppure è semplicemente lo specchio dell'adolescenza, che è queste cose insieme e molte altre. Psychocandy è la parte della storia della musica di cui ci ricorderemo con un sorriso amaro in bocca.

01. Just Like Honey
02. The Living End
03. Taste the Floor
04. The Hardest Walk
05. Cut Dead
06. In a Hole
07. Taste of Cindy
08. Some Candy Talking
09. Never Understand
10. Inside Me
11. Sowing Seeds
12. My Little Underground
13. You Trip Me Up
14. Something's Wrong
15. It's So Hard