Scritto da D.F.

Titolo: Double Nickels on the Dime Autore: Minutemen Produttore: Ethan James Anno: 1984 Etichetta:SST Elemento:


I
l punk... Quella bestia feroce che i Ramones usavano per prendere in giro gli intellettualoni che regnavano nel mondo della musica, e che i Sex Pistols rubarono per trasformarla nell'anatema di una generazione disperata e in rotta con la società intera. Siamo nel 1984, quella stessa bestia si è più o meno messa a dormire ma in giro c'è gente che non conta più su soli quattro accordi per dirne quattro alla società tutta. Si tratta di band come i Minutemen, geniale trio composto da D. Boon (nom de plume di Dennes Dale Boon) alla chitarra, Mike Watt al basso e George Hurley dietro la batteria. Il rumore di un auto in partenza preannuncia quella che, a tutti gli effetti, non è una regolare canzone punk: la batteria mantiene un tempo ossessivamente funk, il basso la accompagna e la chitarra si riserva un ruolo piuttosto simile a quello delle percussioni mentre il cantante suona come una sorta di Hendrix meno nero ma talvolta più rabbioso. Fin da subito, "Double Nickels On The Dime" si annuncia come un album tutt'altro che di semplice fruizione, infatti, l'estrema frammentazione (45 pezzi) e le sonorità spesso astruse e irregolari, all'incrocio fra punk, jazz, folk e blues, possono rendere l'ascolto non proprio una passeggiata. Si può passare da un pezzo come "Viet Nam", aperto da una breve tempesta percussiva di Hurley, nella quale si infilano tracce di rock'n'roll appena più tradizionale, a un placido strumentale acustico dal sapore folkeggiante come "Cohesion" e poi continuare con un soul-funk sincopato come "It's Expected I'm Gone", che, pur nella sua brevità (2:04) mette in mostra una certa "costruzione", un discreto gusto per la "sceneggiatura" che influenzerà a vari livelli il lavoro di band come Fugazi e Rage Against The Machine solo per nominarne alcune. Quello dei Minutemen, a tutti gli effetti, si pone come un hardcore/punk che ha rinunciato al ruolo guida della chitarra come fastidiosa e arrogante produttrice di suoni furibondi e incalzanti, ma che pone l'enfasi sulla sinergia che si crea fra i tre strumenti: "Two Beads At The End", comincia con una chitarra lanciata in un assolo scatenato che poi si placa in un vero e proprio riff, per poi dopo silenziarsi nelle mini-strofe dominate dal canto e dal rintocco ipnotico del basso. Inoltre, questo pezzo dimostra l'alchimia geniale che si veniva a creare fra te consumati musicisti che non sapevano che farsene della tecnica fine a se stessa. In effetti, a loro non interessa nè la creatività sfrenata nè il blaterare feroce e a tutti i costi urticante del punk: nel loro impasto ben consolidato di sonorità nere e bianche, non hanno paura di infilare uno spoken-word teso e ombroso come "Do You Want New Wave Or Do You Want The Truth?", tutto giocato sull'intreccio ipnotico di un'ossessiva melodia di chitarra e un tappeto di basso gorgogliante mentre alla recitazione si alternano le voci di Watt e Boon, oppure la messicaneggiante "Corona", che verrebbe quasi da immaginarsela suonata da una banda di mariachi, oppure ancora "Jesus And Tequila", un blues dolorosissimo eppure mimetizzato perfettamente nella produzione lucida e minimale nella quale sono avvolti i pezzi che compongono l'album, per finire con la più tesa e rabbiosa di tutte, "The World According To Nouns", aperta da un mormorio incalzante di basso e da micro-dissonanze di chitarre (aprendo le porte ai già citati Fugazi e al loro hardcore surreale e creativo) che lasciano poi spazio alle strofe cariche di tensione comandate dal declamato nervoso di Watt, inframezzate da piccoli assoli che non esplodono mai, per poi spegnersi definitivamente nello stesso clima di tensione trattenuta che le ha dato inizio. La più bizzarra di tutte, è, forse, la cupa e tribale "You Need The Glory", surreale impasto di ritmiche africaneggianti di congas, note sparse di chitarra e versacci nonsense. Infine, sparsi per il disco, si trovano strumentali come "June 16th" (misteriosa e sincopata) e "Love Dance", funkeggiante e festosa. L' album si chiude con "Three Car Jam", tornando al rombo dei motori che aprivano quest'opera selvaggia e creativa.

Il discorso di quest'album è veramente complesso. L'incrocio tra jazz, soul, rock e funk è spericolato e affascinante, i testi mescolano polemica, esitenzialismo e sarcasmo e non c'è la minima ombra di plagio o scopiazzamento. Ai Minutemen è riuscito di creare un genere che aprisse le porte a innumerevoli band post-hardcore che hanno continuato con esiti più o meno positivi la loro filosofia anti-conformista e "indipendente" (vedi progetti come la Dischord di Ian MacKaye). La vita di D. Boon finì la notte di Natale del 1985. Da allora, Watt ha continuato a suonare con i fIREHOSE, sempre con Hurley alla batteria e insieme al cantante Ed Crawford senza più raggiungere le stesse vette artistiche. Tutto ha una fine, ma fa bene pensare che "Double Nickels On The Dime" (che nello slang dei camionisti indica l'andare a 55 miglia orarie sulla Interstate 10) è assolutamente un pezzo di storia della musica rock e non.
>01. Anxious Mo-Fo
02. Theatre Is the Life of You
03. Viet Nam
04. Cohesion
05. It's Expected I'm Gone
06. #1 Hit Song
07. Two Beads at the End
08. Do You Want New Wave or Do You Want the Truth?
09. Don't Look Now
10. Shit From an Old Notebook
11. Nature Without Man
12. One Reporter's Opinion
13. Political Song for Michael Jackson to Sing
14. Maybe Partying Will Help
15. Toadies
16. Retreat
17. The Big Foist
18. God Bows to Math
19. Corona
20. The Glory of Man
21. Take 5, D.
22. My Heart and the Real World
23. History Lesson - Part II
24. You Need the Glory
25. The Roar of the Masses Could Be Farts
26. Mr. Robot's Holy Orders
27. West Germany
28. The Politics of Time
29. Themselves
30. Please Don't Be Gentle with Me
31. Nothing Indeed
32. No Exchange
33. There Ain't Shit on T.V. Tonight
34. This Ain't No Picnic
35. Spillage
36. Untitled Song for Latin America
37. Jesus and Tequila
38. June 16th
39. Storm in My House
40. Martin's Story
41. Ain't Talkin' 'Bout Love
42. Doctor Wu
43. Little Man with a Gun in His Hand
44. The World According to Nouns
45. Love Dance
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