Scritto da D.F.
Titolo: Before and After Science Autore: Brian Eno Produttore: Brian Eno, Rhett Davies Anno: 1977 Etichetta: Island Elemento:

N
ell'anno dell'esplosione punk il padre fondatore della cosiddetta ambient music (della quale troviamo qualche assaggio in questo Before and After Science) decide di pubblicare un album che per molti versi porta avanti la sua passione per certe sonorità pop. Si, pop. Certo, si tratta di un pop androide, estraniante, quasi beffardo: suona strano veder associato un simile artista, il quale può fregiarsi di collaborazioni con band diversissime come Cluster, U2 e Talking Heads solo per dirne alcune, a certe sonorità che possono persino risultare facili all'ascolto. Ma ad un'analisi più attenta si scopre che Before and After Science è più cerebrale che viscerale nella sua miscela di popolare e colto, di pop e avanguardia. L'altro grande pallino di Eno, le sonorità etniche, si mette da subito in mostra insieme alla suddetta vocazione pop: "No One Receiving" mette insieme un riff di chitarra funky, una ritmica zoppicante e vocals trasognate e oblique che recitano testi dediti al nonsense: "In its metalled ways/In this metal days" ripete Eno come in trance, mentre la base iniziale si arricchisce di arabeschi sfuggenti di synth e tastiere e di percussioni africaneggianti. "Backwater", subito dopo, è un rock 'n' roll guidato da un pianoforte sincopato con vaghe tendenze dance, il testo, come da tradizione Eno, privilegia il suono e l'andamento delle parole piuttosto che il senso letterale. In "Kurt's Rejoinder", terza canzone dell'album, sembra di ascoltare un balletto tribale africano trasportato nell'atmosfera asettica di uno studio di registrazione: la voce robotica di Eno si muove su un tappeto percussivo ipnotico e martellante sovrastato dai synth epici e minacciosi. Il fascino che Eno nutre per le canzoni sincopate, ballabili e tribali culmina in "King's Lead Hat" (anagramma di Talking Heads) la quale può richiamare la nevrotica "Cities" della band di Byrne, con altri versi nonsense ("I count my fingers/there's nine thumbs") ritmica spigliata, pianoforte nevrotico, handclaps finti, synth ossessivi di sottofondo e la voce al solito estraniata e psicotica di Eno che si impenna in un ritornello epico e orecchiabilissimo prima di spegnersi nei vortici psichedelici dell'elettronica. Si tratta di canzoni costruite con il massimo della razionalità, lasciando praticamente nulla alla tipica emotività del rock: Eno è più filosofo che ribelle. Altrove, Eno preferisce texture suggestive ed eteree, atmosfere impalpabili: la malinconica "Here He Comes", in pratica un'altra canzone pop, che rinuncia però alla frenesia ritmiche delle altre per lasciarsi andare a un ritmo lieve ma sostenuto e a melodie ipnotiche di chitarre che cullano la triste e nostalgica ninnananna di Eno. "Julie With", altro capolavoro dell'album, si può definire "canzone" soltanto grazie alla presenza del canto (con uno dei testi più belli di Eno in assoluto) mentre il sottofondo musicale è pura scenografia, sottofondo magico e surreale di tastiere angeliche. Sulle stesse sonorità giocano "Through Hollow Lands", completamente strumentale, la bellissima "By This River", forse la canzone più tipicamente emotiva di Eno (inserita da Nanni Moretti ne La Stanza del Figlio) e la conclusiva "Spider and I", cosmica e imponente. Fra questi due estremi trova posto "Energy Fools The Magician", strumentale misterioso ed evocativo, perfetto per il cinema.

La fama di Eno resta legata al 90 per cento alle sue collaborazioni con altre band in veste di produttore (ultimi i Coldplay) e ai dischi del suo periodo ambient (tra cui il fondamentale Music for Airports) ma i suoi dischi pop (tra cui "Taking Tiger Mountain By Strategy" e "Another Green World") hanno messo in evidenza la sua capacità di accostarsi a forme decisamente più "popolari" e accessibili senza per questo tradire la propria personalità di folle sperimentatore. Egli può inoltre fregiarsi, in BAAS come altrove, dell'apporto di musicisti del calibro di Robert Fripp, Fred Frith e addirittura Phil Collins (prima che lanciasse la sua discutibile carriera solista). Insomma, è un fatto serio: si può ascoltare musica (relativamente) facile come questa e non sentirsi presi in giro. Che sia questo ciò che ci troveremo fra le mani dopo la scienza? (il prima essendo la musica pop nuda e cruda) Difficile dirlo, ma facile restarne affascinati.

01. No One Receiving
02. Backwater
03. Kurt's Rejoinder
04. Energy Fools the Magician
05. King's Lead Hat
06. Here He Comes
07. Julie With...
08. By This River
09. Through Hollow Lands
10. Spider and I
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