Scritto da D.F.

Titolo: Achtung Baby Autore: U2 Produttore: Daniel Lanois, Brian Eno Anno: 1991 Etichetta: Island Elemento:


E

cco l'inizio della rivoluzione. Quando Bono parlò di "andare a sognare tutto da capo" probabilmente non sapeva proprio come fare a reinventare l'ingombrante circo degli U2, ma Achtung Baby dimostra che certamente qualcosa doveva essergli venuto in mente. Gli anni '80 sono stati un periodo denso di soddisfazioni per gli U2: i primi successi nella natia Irlanda, The Joshua Tree (scusate se è poco), la copertina del Time Magazine, il mega-documentario Rattle And Hum che testimoniava il loro successo e la loro passione per l'America. Di colpo, Achtung Baby spazza via certezze e ideali, pose e stili che la band aveva elaborato in otto anni estremamente fruttuosi ma anche contraddittori e difficili. A Bono non piacque sentirsi dire che la sua band "smerciava idealismo". Era ora di cambiare. L'intro di "Zoo Station" non può lasciare dubbi: la chitarra somiglia a una sega elettrica, il ritmo è piacevolmente funky, la voce di Bono è confidenziale e gradevolmente distaccata come non lo era mai stata. Hanno inizio i cinici e apatici anni '90: la band si tuffa a capofitto nell'umore della decade nascente con una serie di canzoni che, abbandonati cappellacci da cowboy, cori gospel e liriche ossessionate dalla redenzione e dalla pace nel mondo, si lasciano andare da una parte all'edonismo più carefreee divertito e dall'altra a una paranoica autoanalisi che ha come punti centrali l'amore, il tradimento e la mancanza di appigli in un mondo sempre più violento e confuso. "Even Better Than The Real Thing" gioca con il sex-appeal della voce di Bono e con un The Edge più che mai psichedelico e fantasioso, il battito danzereccio di Larry e i riff misteriosi di Clayton fanno il resto: divertimento puro. E' possibile parlare di "One" senza ripetere quello che è già stato scritto milioni di volte? Semplicemente una delle ballate soul più belle che si possano ascoltare, una delle più amare e più sentite mai composte. Il testo, poi, è ancora oggi motivo di dibattito. L'album, da questo punto in poi, diventa un contenitore di umori piuttosto depressi e crepuscolari, come nella ballata "So Cruel", che unisce una tetra melodia di pianoforte a una pesante battito hip-hop, o nella rumorosa e passionale "Who's Gonna Ride Your Wild Horses?" ("who's gonna take the place of me", si chiede Bono, da perfetto amante ferito) e in "Until The End Of The World", dove il tradimento di Giuda nei confronti di Gesù diventa simbolo del lato oscuro della natura umana, mentre la band non dimentica il proprio lato più gioioso in "Mysterious Ways", vero e proprio capolavoro di disperazione erotica immerso in un allegro contesto funk-rock con tanto di percussioni, campionamenti orchestrali e assolo minimalista di The Edge. Ma la chiave degli anni '90 sarà l'ironia, il sarcasmo, in un certo senso la strafottenza verso certi valori e certe idee: così "The Fly", con i suoi riff heavy e il suo cantato freddo e distorto, prende in giro la figura dell'artista con una serie di frasi che non ammettono repliche: "every artist is a cannibal/every poet is a thief". Come si può concludere questo viaggio a tratti ombroso, per certi versi spavaldo nell'esperienza umana? Con la funerea e desolata "Love Is Blindness", ballata notturna e cupissima introdotta da un organo che sa di requiem, con Bono che racconta di come l'amore equivalga spesso a violenza e sopraffazione e di come talvolta non si possa far altro che volgere lo sguardo dall'altra parte ("love is blindness/I don't want to see/won't you wrap the night around me"). Mai un album dei quattro dublinesi si era chiuso all'insegna di tanti dubbi e tanta disperazione. Molte certezze sono crollate, e gli U2 appaiono più umani, più deboli, più vicini all'esperienza comune. Il simbolismo disperato e suggestivo degli album pre-'90 è scomparso, e una poesia più cupa e amara si è infiltrata nei testi di Bono. Due anni dopo sarà la volta di Zooropa e più tardi di Pop. Gli U2 sconvolgeranno la critica e il pubblico ma soprattutto se stessi. E lo faranno, come dimostrano in "Achtung Baby", con coraggio, bravura e ironia. Il sogno è diventato realtà.

 

 

01. Zoo Station
02. Even Better Than the Real Thing
03. One
04. Until the End of the World
05. Who's Gonna Ride Your Wild Horses
06. So Cruel
07. The Fly
08. Mysterious Ways
09. Trying to Throw Your Arms Around the World
10. Ultra Violet (Light My Way)
11. Acrobat
12. Love Is Blindness

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