Scritto da A.D.

Titolo: The Stooges Autore: The Stooges Produttore: John Cale Anno: 1969 Etichetta: Elektra Elemento:


L
o sfolgorante esordio degli Stooges, band originaria di Detroit composta dal carismatico cantante Iggy Stooge (poi divenuto famoso come Pop), dal talentuoso chitarrista Ron Asheton, dal batterista Scott Asheton (fratello di Ron) e dal bassista Dave Alexander è sicuramente uno degli album più belli e sottovalutati dell'intera storia del rock.
Il sound del gruppo, un rock psichedelico perverso e drogato, è in tutta evidenza figlio di quello proposto da band come Velvet Underground e Doors, di cui vengono ripresi e rielaborati i furiosi baccanali e le atmosfere malate. Non è un caso che a scoprire gli Stooges sia stato proprio l'ex Velvet Underground John Cale, che di questo album, la cui pubblicazione all'epoca passò peraltro praticamente inosservata, è anche il produttore.
Fin dai primi ascolti, la cosa che maggiormente colpisce di questo lavoro è la sua straordinaria freschezza: gli Stooges erano incredibilmente "avanti" rispetto ai loro contemporanei, sia dal punto di vista musicale che da quello dei contenuti.
Da una parte c'è la chitarra distorta ed abrasiva di Ron Asheton, che appare veramente fuori dal suo tempo e non sfigurerebbe in nessun album degli anni '90, dall'altra c'è Iggy ed il suo male di vivere, un disagio esistenziale che nel corso degli anni lo farà diventare suo malgrado un'autentica icona giovanile.
La distanza che separa questa band dai principali gruppi dell'epoca è quindi abissale: siamo nel 1969, in piena era hippy, ma Iggy ed i suoi compari non hanno assolutamente niente da spartire con i figli dei fiori e la loro visione del mondo tutta improntata sulla ricerca di una effimera serenità.
Gli Stooges, al contrario, possono essere considerati gli autentici precursori di quel movimento punk che, partendo da Londra, da lì a qualche anno avrebbe incendiato i giovani di tutto il mondo: la loro musica violenta e immediata, infatti, è in primo luogo espressione dell'insoddisfazione e della profonda rabbia di una generazione di perdenti che ha il disperato bisogno di sfogare in qualche modo le proprie frustrazioni.
Per rendersi conto di ciò basta inserire questo disco nel lettore e lasciarsi trasportare da pezzi tirati come "I wanna be your dog", con il suo granitico riff di chitarra e con quel testo fin troppo esplicito, o come "No fun", autentico manifesto di una generazione senza ideali e senza prospettive, brano non a caso ripreso e portato al successo qualche anno più tardi dai Sex Pistols.
Il senso di malattia e depravazione che pervade tutto l'album si manifesta, però, in modo se possibile ancora più evidente nelle sue parentesi più pacate e riflessive. Emblema di questa condizione, infatti, è sicuramente "We will fall", dieci minuti di allucinazioni e deliri vari impreziositi dalla tagliente viola di John Cale, ma anche "Ann", che, dopo un inizio fin troppo soft, spiazza completamente l'ascoltatore esplodendo in un finale convulso, con Ron Asheton che si esibisce in un lancinante assolo.
Dopo aver realizzato questo album capolavoro, considerato ancora oggi uno dei dischi più influenti della storia del rock, gli Stooges pubblicarono altri due buoni album, "Fun House" (1970) e "Raw Power" (1973), prima di sciogliersi definitivamente a causa dei forti attriti sorti tra i membri della band e dei loro problemi di droga.
Iggy, dopo aver superato una grave crisi personale, negli anni successivi è riuscito, soprattutto grazie all'aiuto dell'amico David Bowie, a riproporsi come solista, riscuotendo, tra alti e bassi, quel successo che gli Stooges, malgrado il loro indiscusso valore, non ebbero mai la fortuna di raggiungere.

 

 

01. 1969
02. I Wanna Be Your Dog
03. We Will all
04. No Fun
05. Real Cool Time
06. Ann
07. Not Tight
08. Little Doll

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