Il nuovo corso dei ManagementCongratulations, istruzioni per l'uso
C
apita a tutti, prima o poi, di trovarsi a guardare con tristezza e rammarico al proprio passato, rivedersi spensierati, incoscienti e più giovani. Come quando si trova per caso una vecchia foto o quando si incontra un amore passato. É così che, venuto a sapere dell’uscita imminente del nuovo disco dei MGMT, ho

ripensato all’estate del 2007, momento leggero e divertito della mia esistenza. Lo stesso credo abbiano fatto Ben e Andy, le menti di questo Management; anche loro, quasi miei coetanei, una volta deciso di scrivere il secondo fatidico capitolo della loro storia, hanno sicuramente ripensato a quell'estate, al 2007, anno anche per loro quantomento divertente, fatto di grandi successi e popolarità immediata. É partendo da qui che si può più facilmente capire l’importanza della svolta del duo. Nella loro crescita culturale e musicale, i ragazzi hanno scelto di assecondare completamente le loro inclinazioni, definendo una volta per tutte quello che già al loro esordio si era intravisto, investendo il loro enorme talento compositivo in qualcosa di più complesso e completo, difficile ma soprattutto attuale. I MGMT, oggi, sono più grandi.
Grave errore sarebbe perciò paragonare e confrontare Congratulations con Oracular Spectacular. Resistete alla tentazione di rinfrescarvi la memoria, sarebbe dannoso, fuorviante e capace di rendere ingiustamente non obiettivo il vostro giudizio nei confronti di un disco che, lo dico sin da ora, conferma in pieno l’enorme spessore della band.
I segnali c’erano tutti, si intuiva che qualcosa era cambiato nei MGMT. Questo perché quando una band arriva a dichiarare “non vogliamo far uscire singoli per quest’album, vogliamo che il disco sia considerato nella sua interezza senza dare particolare risalto a nessuna della sue tracce” vuole far intendere la presenza di un coerente e ben definito messaggio artistico; questa volta il loro lavoro non apparirà come un assemblato di hit e, soprattutto, dopo un solo LP le quattro mani che scrivono questa musica hanno deciso di indirizzarsi dove gli pare e dove più gli aggrada.
Congratulations è la dimostrazione del grande coraggio di Ben Goldwasse e Andrew VanWyngarden, capaci, come detto, di immergersi in modo giocosamente serio nell’antica questione della canzone perfetta, dell’intuizione melodica definitiva. È il trionfo dell’analogico, sono scomparsi sintetizzatori e ogni tipo di trovata elettronica, se non per qualche piccolo e ben pensato momento. La voce è ammiccante, dolce, immersa com’è in suoni vintage e sognanti. È proprio il cantato il tratto che più di ogni altro unisce i due lavori della band, unico segno di riconoscimento rimasto immutato; completamente svuotato e rivoluzionato è invece l’impianto strumentale, Andrew e Ben paiono aver riscoperto il piacere di suonare chitarra e violini e noi il piacere, laudando i temporis acti, di godere del lavorìo intelligente che si nasconde dietro queste canzoni.

Il disco nel suo complesso non è propriamente omogeneo, ancora diviso fra episodi più acidi e chiassosi e quelli semiacustici, più rilassati. È solo con gli ascolti che si riesce ad intravedere, nell’apparente semplicità dell’andamento di queste canzoni, il lavoro dei ragazzi. Essenziale in questi casi è limare le proprie idee per non appesantire e rendere indigesto il brano; in questo i MGMT sono stati perfetti. "Siberian Breaks", apice del disco e della carriera del duo, ne è un esempio decisivo. La canzone, divisa in cinque parti, è una sorta di manifesto del nuovo corso dei MGMT; melodicamente impeccabile, arrangiata come meglio non si poteva, lascia lettaralmente sbigottiti per la direzione melodica definita nelle cinque sezioni di cui è composta, così classica e solenne ma al tempo stesso così coinvolgente. Si può arrivare a dire, senza esagerare, che pezzi come questo sono capaci di nobilitare carriere intere.
Il pensiero più immediato è quello relativo alla perdita di fan che presumibilmente deriverà dalla svolta
seria del duo americano. La cosa non è tuttavia così scontata, soprattutto avendo fiducia nelle nuove generazioni di ascoltatori. L’educazione musicale cui i MGMT costringono, con questo disco, i propri fan, potrebbe avere l’effetto di reindirizzare le velleità e le richieste delle orde di ragazzini che s’erano inchinati di fronte allo splendido esordio della band. Melodicamente e musicalmente i due dischi si equivalgono, qualitativamente non è semplice stabilire quale sia migliore; alla luce delle grandi prove
mature già offerte da band che tendenzialmente si rivolgono a questo stesso pubblico, penso agli Animal Collective (eh si), agli Arctic Monkeys di
Humbug, questo Congratulations potrebbe rappresentare la svolta decisiva, la resa dell'ascoltatore indie effimero e disimpegnato. Potrebbe accadere che poco alla volta si torni ad ascoltare chi di questo genere è padre (da Simon & Garfunkel sino ai Flaming Lips). Sarebbe un sogno.
80/100
WHOISMGMT?