Titolo: There Is No Enemy
Autore: Built to Spill
Anno: 2009
Elemento:


Il rock sbilenco dei Built to Spill, dopo anni di onorata carriera, non ha ancora incontrato intoppi, per quanto si possa ben dire che di vette ne abbia toccate una sola, con il meraviglioso Perfect From Now On riportato a galla dalla rivoluzione della banda larga.
There Is No Enemy continua la tradizione dei dischi
solo buoni, e senza stravolgere la formula ormai consolidata, ci consegna un altro pugno di canzoni di qualità. Le chitarre si intrecciano lungo il percorso traballante e sporco cui siamo abituati, nel quale Martsch riesce ad inserire la sua voce e i suoi racconti come da sempre ci ha insegnato. Meno dimesso e angosciato che in passato, sempre malinconico e distante, Martsch ritrova alcuni degli intermezzi strumentali che hanno reso unici i Built To Spill in questi anni, punti di contatto con Perfect From Now On che fanno di alcuni momenti di There Is No Enemy i migliori da diverso tempo a questa parte per la formazione dell'Idaho. Si contiene talvolta in formati piuttosto standard che funzionano come avevano funzionato in You in Reverse, e che fanno sentire la mancanza di quella voglia di giocare con i mezzi a disposizione, di lasciarsi andare a sperimentazioni che nulla avevano di indulgente come accade in altri episodi. C'è di che essere felici in ogni caso: "Good Ol' Boredom", per esempio, viene trascinata lontano dal suo andamento marziale con le consuete sovrapposizioni di chitarra, "Nowhere Lullaby" è una ballata suadente e riuscita tanto quanto "Life's a Dream" con i suoi inserti di tromba, poco importa la retorica, "Oh Yeah" ci circonda con la sua psichedelia e le sue splendide sovraincisioni di chitarra nel finale. La chiusura "Tomorrow" rassicura i fan di vecchia data sullo smalto della band. Sembra fatta rimandare a fasti indeminticabile, riuscendo completamente nell'intento.
Tutto è al suo posto, le canzoni ci sono e Martsch appare in forma e perfettamente a suo agio anche senza le divagazioni in punta di altalena che ce lo avevano reso caro. Sembra impossibile quindi chiedergli un altro Perfect From Now On, ma ci possiamo accontentare. There Is No Enemy conferma le qualità di una band che non vuole sbagliare, che ha ormai un sound inconfondibile e se lo tiene stretto, costi quel che costi.
75/100