Scritto da D.S.
Titolo: With Echoes in the Movement of Stone Autore: Minsk Anno: 2009 Elemento: alt

altQuello dei Minsk si è fatto nome di rilievo all'interno della scena post-metal, tanto che giunti al quarto album, i ragazzi dell'Illinois si pongono come uno dei pochi punti di vero riferimento per l'evoluzione di sonorità ormai troppo spesso appannaggio di attori poco credibili, quando non miserevoli. Ma si muovono anche loro lentamente, passettino dopo passettino, intruglio dopo intruglio, tanto che With Echoes in the Movement of Stone sposta onestamente di poco le coordinate di un percorso sempre dedito ad uno sludge tribale e infestato, a tratti meccanico, a tratti calorosamente umano. Nella testardaggine, quel che convince fino in fondo è proprio la visceralità di un suono in cui fanno capolino componenti di segno opposto come sintetizzatori e percussioni ancestrali. Un primitivismo - quello dei Minsk - che appare come condizione unica e modalità di esistenza, e fin quando lo stile non si farà pura asettica maniera, non ci sentiamo di abbattere su di loro la scure dell'accusa. Non sembra machiavellistica quindi, per ora, la catastrofe spirituale e il clima di malessere che dominano le atmosfere di questo e degli altri lavori della formazione americana. Fin quando però sapranno mettere in scena i caratteri inquieti dell'insoluzione? Dove potrebbero approdare invece, i Minsk e molte altre maschere della scena, se anziché cantare la fine irreversibile convinti di essere contro la norma, revocassero le proprie certezze e gerarchie, rinascendo nuovi artisti? Sarebbe troppo chiedere di aprire la finestra e spogliarsi di quell'anticonformismo che si è fatto più conformista del conformista consapevole. With Echoes in the Movement of Stone è sicuramente un buon album che sa creare la giusta atmosfera sludge e doom metal, ma al prossimo giro, se qualcosa non cambia, il tutto potrebbe vedersi asciugare quel sangue umano che i Minsk sembrano ancora donare ai loro fedeli ascoltatori in pezzi come "Almitra's Premonition" o "Requiem from Substance to Silence". Ci vediamo alla prossima apocalisse dunque, ma anche no.
70/100
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