Scritto da D.S.
Titolo: Nola Autore: Down Produttore: Down & Matt Thomas Anno: 1995 Etichetta: Elektra Elemento: alt

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own, ovvero: il Phil Anselmo che non ti aspetti.
New Orleans è la tana della stretta alleanza sancita sulle sponde del Mississippi, terra di bluesmen, ma anche del puro southern rock dei Seventies, tra due delle bands più notorie nella scena metal statunitense dei primi anni '90: Corrosion of Comformity e Pantera. E sono proprio i due leader di queste band, Anselmo e Pepper Keenan, a dirigere le operazioni di questo che doveva essere solo il classico diversivo side-project, ma che negli anni si sta rivelando per entrambi il figlio prediletto, quello da cui poter ancora ricavare stimoli e forze per andare avanti nonostante le delusioni dell'ultimo lustro. Nola è appunto l'acronimo o meglio il diminutivo popolare per New Orleans, la città dei protagonisti. Allo stesso tempo mette insieme le quattro iniziali delle città dove è stato concepito questo disco: se due ormai le sapete, le altre due stanno per Los Angeles.
Costruito su una solida base sabbathiana, questo è un album che non deluderà i fan del rock pestato duro, composto di riff intrecciati ad altri riff, dal sapore inequivocabilmente sudista (non a caso… "Eyes of the South") e quindi con riferimenti a Lynyrd Skynyrd e, di contrasto, addirittura ai Led Zeppelin del terzo e quarto disco. Non manca una buona dose di orginalità però, perché una voce come quella di Anselmo sopra riff a metà strada fra Page e Yommi non si era mai ascoltata altrove, e il risultato è un disco apprezzatissimo et dai fan delle vecchie glorie dei leggendari Seventies, et dai fedelissimi dei Corrosion e dei Pantera. Si tratta di un lavoro che racconta i drammi esistenziali del giovane Anselmo, all'epoca alle prese con la tossicodipendenza e la propria cronica testardaggine sudista, in un momento in cui i Pantera sembravano aver già detto tutto quel che potevano dire.
Il suono delle chitarre non è passato inosservato agli appassionati dello stoner: all'epoca Monster Magnet e Kyuss non erano dunque i soli a produrre musica di simile livello con le medesime sonorità. Manca tuttavia lo spirito psichedelico che regna in Welcome to Sky Valley dei Kyuss, rimpiazzato però dalle evocazioni southern e zeppeliniane cui si faceva riferimento in precedenza: si ascolti "Pray for the Locust", frammento composto dallo stesso Anselmo, e suonato con una dodici corde da Pepper Keenan, che vanta forti parentele con la "Bron-Yr-Aur" di Physical Graffiti, e il cui significato semiotico verrà poi ripescato anche dai Queens of the Stone Age in Rated R, con "Lightning Song".
"Lifer", "Temptation's Wings", "Losing All"… Pepper non si muove dalla stessa matrice, ma è in grado di incendiare la voce di Anselmo come non accade più né nei Pantera (ormai sciolti), né nei Superjoint Ritual. Ma sono probabilmente "Stone the Crow" col suo incedere irresistibile, oltre all'atmosfera paludosa di "Jail", le tracce destinate ad essere ricordate quali vertici massimi della carriera dei componenti di questa band, che sta ai Down come "Disposition" alla discografia dei Tool. Una melodia irresistibile ci accompagna da un angolo all'altro dell'amata/odiata New Orleans, lasciandoci quasi l'amaro in bocca al suo terminare. Splendida. New Orleans è anche territorio di magia nera e misteri irrisolti, e questi brani sembrano raccontarne implicitamente storie altrimenti dimenticate.
Rimediate questo disco, o anche il suo seguito, II - A Bustle in Your Hedgerow datato 2002, se il dottore vi prescrive una cura a base di riff di chitarra. Nola è oggi un disco di culto per molti, soprattutto amanti dello stoner rock, oltre che del metal dei rimpianti Pantera.

80/100
01. Temptation's Wings alt
02. Lifer
03. Pillars of Eternity
04. Rehab
05. Hail the Leaf
06. Underneath Everything
07. Eyes of the South
08. Jail
09. Losing All
10. Stone the Crow
11. Pray for the Locust
12. Swan Song
13. Bury Me in Smoke

*Contiene frammenti dello stesso autore precedentemente pubblicati su www.debaser.it il 3/01/2004, (quindi precedentemente alla morte di Dimebag Darrell).
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