Scritto da M.U.

Titolo: Mellon Collie And The Infinite Sadness Artista: Smashing Pumpkins Produttore: Flood, Alan Moulder, William Corgan Anno: 1995 Etichetta: Virgin Elemento:


L'
opera più ambiziosa delle Zucche più famose, Mellon Collie And The Infinite Sadness è la risposta di Billy Corgan alla critica che aveva incluso gli Smashing Pumpkins nell'ormai affollata scena grunge. Basterebbe ricordare solo la titletrack, che con il suo pianoforte ci conduce a quella 'Tonight Tonight' e ad i suoi arrangiamenti orchestrali ormai così lontani da Seattle & Co., per fare un esempio. Ma non e' certo tutto qui il merito di questo doppio album.

In realtà, come sappiamo, i nostri le loro sonorità se le erano già create con quell'alchimia imponente di chitarre che è Siamese Dream, nel quale la lezione shoegaze di mostri sacri come i My Bloody Valentine è al servizio dell'estro poetico di un ispirato Corgan. Influenza visibile forse in modo meno evidente anche nel sottovalutato esordio Gish, disco che non tutti i Dr Marten's di quegli anni possono vantare. Con Mellon Collie, tuttavia, tutte le potenzialità e le abilità esplorative dei Pumpkins raggiungono il loro apice e si amalgamano in quello che sarà il loro più grande successo. Rock e pop vengono presi in tutte le loro forme, mescolati e rivoltati come guanti per materializzare l'idea di estrema espressione del proprio sound con la quale il gruppo si accinse a lavorare. Rabbia feroce e odio, decadente malinconia e infinita tristezza, ogni emozione in cui ci si può ritrovare coinvolti tra l'alba e il tramonto, tra il crepuscolo e una notte colma di luce stellare è racchiusa in due ore di musica, in ventotto pezzi accuratamente selezionati dai cinquanta composti in dieci mesi di registrazione.

Un lavoro immenso, ripensandoci oggi fa quasi paura sapere della giovane età del Billy Corgan di allora. In effetti, la scrittura dei pezzi va attribuita praticamente tutta a lui, e all'epoca di autori come lui non ce ne erano molti. Diciamolo pure: l'unico vero altro autore capace di muoversi in questo rock era morto da poco. E mentre il grunge subiva l'involuzione di band testardamente legate ad un suono che ormai aveva poco o nulla da dire, Corgan trovò il coraggio di osare ed arrivare laddove nemmeno i Nirvana si erano spinti. Si dimostrò, come accadde altre volte in futuro, un musicista colto e meticoloso, magari ambizioso, ma sicuramente di valore artistico superiore a tanti suoi contemporanei.

Descrivere ogni pezzo vorrebbe dire decontestualizzarlo, e non avrebbe senso visto la meta che gli Smashing Pumpkins ci propongono di raggiungere insieme a loro. E' un viaggio romantico quello che stiamo per intraprendere, un percorso con continui cambi di rotta. Improvvise accelerazioni, immediatamente seguite da attimi di tregua. L'anima accartocciata di Corgan, che non scorda mai verso quali sogni stiamo andando, ci abbandona per colpire con violenza e insolenza e ci riprende prima di lasciarci affogare in un vasto oceano o di perderci tra le braccia del sonno. Ci concede una pausa giusto per ammirare il tramonto per poi mostrarci quello che temiamo di più, e non si dimentica di ricordarci le sue passioni.

Chamberlin, Iha e D'Arcy sono in stato di grazia e Corgan non poteva chiedere di meglio. Sia nelle atmosfere più soft che in quelle più sostenute, i tre musicisti dimostrano incredibili qualità e capacità di adattamento, soddisfando ogni minimo capriccio del loro leader. Da 'Tonight Tonight' a 'A Ode To No One', da '1979' a 'We Only Come Out At Night' troviamo un'impressionante varieta' di composizioni, magari non sempre originali ma certamente di tutto rispetto, che fanno sembrare i lavori precedenti appartenenti ad un altro mondo. Nell'ideale percorso romantico delle Zucche trovano spazio alcune perle degne di nota che spesso vengono messe in secondo piano dalla dirompente presa esercitata dai singoli. La dolcezza e l'intensita' di una 'Galapagos' e di una 'Muzzle' da un lato, la violenza di una 'Tales Of A Scorched Earth' e l'esasperata lentezza di una 'XYU' non sono che altri splendidi volti, passaggi indispensabili che completano la variegata trama di quest'opera.

Degni di nota sono anche i testi, che s'incastrano perfettemente nelle nuove sonorità. Ironici, trasognanti e irruenti, senza mai scadere nella banalità, raggiungono una maturità che difficilmente verrà superata dai successivi lavori della band. Il romanticismo di Corgan e' ancora una volta distante dalla scena grunge, ma non per questo meno sentito dai giovani di oggi e di allora:

and the world is drawn into your hands
and the world is etched upon your heart
and the world so hard to understand
is the world you can't live without
and i knew the silence of the world

Mellon Collie and the Infinite Sadness contiene alcuni dei pezzi più famosi degli Smashing Pumpkins, ma non è al potere commerciale dell'opera che si deve limitare lo sguardo. La presunta facilità di canzoni come 'Zero' e 'Bullet With Butterfly Wings' non è che un biglietto di sola andata tra le note di questo capolavoro della musica contemporanea, attuale come pochi altri dischi degli anni '90.

 

 

Disc 1 - Dawn to Dusk
01. Tonight, Tonight
02. Jellybelly
03. Zero
04. Here Is No Why
05. Bullet with Butterfly Wings
06. To Forgive
07. Fuck You (an Ode to No One)
08. Love
09. Cupid De Locke
10. Galapogos
11. Muzzle
12. Porcelina of the Vast Oceans
13. Take Me Down

Disc 2 - Starlight to Twilight
01. Where Boys Fear to Tread

02. Bodies

03. Thirty-Three
04. In The Arms of Sleep
05. 1979
06. Tales of Scorched Earth
07. Thru The Eyes of Ruby
08. Stumbleine
09. X.Y.U.
10. We Only Come Out At Night
11. Beautiful
12. Lily (My One and Only)
13. By Starlight
14. Farewell and Goodnight

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