Scritto da D.B.
Titolo: In the Flat Field Autore: Bauhaus Produttori: Bauhaus Anno: 1980 Etichetta: 4AD Elemento:

I
l collegamento diretto tra il punk londinese degli anni '70 e il movimento dark-gothic è quantomai chiaro nei Bauhaus. Autori, nel 1976, di un EP strabiliante ("Bela Lugosi's Dead"), fanno convivere in sè un'attitudine prettamente provocatoria, glam, tipica di quegli anni, e una concezione musicale rivoluzionaria che influenzerà innumerevoli correnti musicali. Questa miscela e questo EP portano la band ad un contratto con la 4AD, storica etichetta underground, con la quale pubblicheranno il loro primo album, "In The Flat Field", nel 1980, successo enorme che li innalzerà a capostipiti del gothic. Da qui in poi la loro è una corsa all'oro: lasciano la 4AD per andare alla Beggars Banquet, pubblicando altri 3 album in 3 anni, prima di sciogliersi. In questi ultimi 3 album un po' abbandonano lo spirito musicalmente aggressivo, per approdare a lidi più funky, più "ballabili", ma non per questo meno macabri o di minore sperimentazione (basti pensare a "Mask" dell' '82, album di importanza enorme al quale rubano impunite le band del revivalismo di questi anni, contenente canzoni-manifesto come "Passion of Lovers" e "Hollow Hills").
"In the Flat Field" è sorprendente. E' tra gli album più aggressivi, macabri, visionari del genere. Chitarre distorte Noise interpretano riff capaci anche di avvicinarsi ad una certa sonorità industrial se non fosse tanto anacronistico pensarlo. Ne è un esempio lampante la prima canzone, "Double Dare", simile ad un certo tipo di Alien Sex Fiend (altro gruppo a dovere molto ai Bauhaus). Chitarre distortissime e un Peter Murphy che alterna urla rabbiose ad una tribalità ultra-bassa e ultra-rallentata ne sono la trama, ma costituiscono anche un preludio che racchiude tutto cio' che sentiremo nell'album.I ritmi diventano più sostenuti nella traccia omonima al disco, le chitarre e la voce più pulite. Ci sono anche riferimenti ai primissimi U2. Ma la dissonanza, e la voce "malata" ne fanno una canzone unica, che preannuncia cio' che saranno i Bauhaus dopo questo album.
In "God in an Alcove" risulta chiaro quanto Murphy sia stato influenzato dal David Bowie di quegli anni, la traccia risulta meno oscura delle altre, più "glam" se vogliamo, sebbene il testo ci indichi un altra via d'interpretazione. Con un riff tipicamente rock, inizia "Dive" ma, trascorso qualche secondo, il grottesco prende le redini di un viaggio molto veloce, saturo di suoni che vanno da un sax ubriaco al sintetizzatore. E la canzone ci scorre addosso in un attimo.
"The Spy in the Cab" è una ballata che si stacca moltissimo da quanto sentito finora. Elettronica arcaica, chitarra soffusa e ritmo regolare accompagnano il monologo del cantante in una disperazione emblema del dark. "Small Talk Stinks" è una canzone decisamente noir, soffusa, disturbata da un sottofondo di voci distorte e malate.
"St.Vitus Dance" ritorna ai ritmi tipici dei Bauhaus, mantenendo dalle ultime canzoni un Murphy dalla voce pulita (ma folle) fino alle battute finali della canzone dove si lascia andare e iniziano le urla sguaiate. Il tutto sperimentando una serie di effetti chitarristici innovativi."Stigmata Martyr" è ossessiva, cupa, macabra, malata. un ritmo monotono accompagna la follia del cantante che dal cantanto inglese passa ad uno in latino fatto di urla strazianti. Stiamo assistendo alla creazione di un genere.
"Nerves" è d'apprima un insieme di effetti che ci fanno capire quanto la loro follia non sia casuale, quanto di questo sia sperimentazione cosciente e quanti album abbiano ispirato con la loro elettronica primordiale. L'allucinante cacofonia del pianoforte e l'urlato che la sovrasta nei ritornelli spezzano con delle strofe dove il piano ritma delle note chiaramente, fino alle parti finali dove si mischiano strumenti, si velocizza il ritmo, le voci si moltiplicano.
E' la fine dell'album.
L'ascoltatore è spiazzato da una tale violenza psicologica, risultato dell'incontro di due elementi tanto fondamentali per la band, quanto disturbanti: il macabro e il grottesco.

01. Double Dare
02. In the Flat Field
03. God in an Alcove
04. Dive
05. Spy in the Cab
06. Small Talk Stinks
07. St. Vitus Dance
08. Stigmata Martyr
09. Nerves
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