Scritto da S.P.
"Forse questo è l’inferno, dover passare l’eternità a Bruges"

altNon avevo mai pensato seriamente all'idea di andare in Belgio. Ed in effetti, pensandoci bene, anche l'italiano medio sembra preferire delle mete alternative ai confini di questo paese: c'è il tradizionalista/romantico innamorato della Francia, l'alternativo cronico (ma ormai neanche più di tanto) che non vede altro al di fuori di Londra, il trasgressivo smanioso di passare le sue notti brave in Olanda... il Belgio non è la prima cosa a cui pensi, soprattutto se non ci sei mai stato. La capitale Bruxelles è circondata dalle Fiandre, una regione a nord del paese dotata di paesaggi rurali di grande bellezza, nonché di vere e proprie cittadine gioiello. E non stiamo alludendo solo ai famosi diamanti di Anversa.
A Bruges (o Brugge, ponte) generalmente non si va in vacanza, ci si passa. È una meta per la sosta di un giorno, o di un weekend, durante un viaggio di lavoro a Bruxelles o mentre state trascorrendo una scampagnata tra le Fiandre. Ecco, già la frase “scampagnata tra le Fiandre” vi potrebbe far venire in mente più un gruppo di attempati pensionati alle prese con una bicicletta ed uno spolverino anti-pioggia. Un'associazione di idee molto distante da quella che vorrebbe intravedere il nostro italiano medio. Basta non farsi intimorire.
altUn weekend dicevamo: questo è il tempo massimo che vi è concesso per non rompere l’incanto della piccola Venezia belga. Non avrete bisogno di guide per trascorrere un paio di giorni tra i suoi canali, in questa città è bello perdersi. Anche questo fa parte della magia. Sempre che non vi farete scoraggiare dagli immancabili turisti, e qui la concentrazione è mediamente elevata; sono soprattutto inglesi, tedeschi e olandesi. Bruges, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è una città di perfetta conservazione medievale, questo la rende una meta unica ma molto ambita. É vero, potreste rischiare di stiparvi in una lunga coda per salire sul Belfort o, peggio ancora, di rimanere invischiati in rumorose scolaresche che affollano la strette strade di ciotoli. Vale comunque la pena sforzarsi.
Perchè snobbare il giro dei canali in barca e privarsi dei più antichi scorci della città? Sfiorando con la testa il bordo dei ponti vi accorgerete, magari tra un flash e l'altro del vostro compagno di navigazione, del fascino che avvolge i vari quartieri di Bruges come una foschia mattutina. E attraversando lentamente la città potreste pensare a quanto sembri surreale la vita in uno di quei palazzi sfiorati dall'acqua.
Sulla terra ferma la sensazione non è molto diversa. Una carrozza potrebbe stringervi la strada costringendovi a svoltare in una vietta laterale dove troverete la miglior bottega di cioccolato, o di pizzi e merletti. Potreste attraversare ponti affollati di gente che si accalora verso la piazza principale, il Markt, e dopo cento metri ritrovarvi tra un labirinto di piccole casette basse di mattone, in una solitudine irreale.
altCome passare il tempo del vostro weekend? Salire gli oltre 360 gradini del campanile simbolo della città costituisce uno sforzo per sportivi che desiderano gustarsi dall'alto il Markt e le vecchie case colorate che vi si affacciano, oltre ovviamente alla vista di Bruges direttamente dal cuore della città. Non necessariamente indispensabile, ma già che ci siete.. Nei pressi della piazza del mercato, invece, si trova la Heilig-Bloedbasiliek (Basilica del sacro sangue), nascosta in un angolo del Burg. Che al suo interno siano veramente custodite delle gocce del sangue di Cristo non è dato sapere, ma a guardare dal numero di fedeli/curiosi che entrano nella cappella per una benedizione di fronte alla reliquia sembrerebbe che la credenza sia estremamente diffusa. Se preferite darvi all'arte basta entrare nella Onze Lieve Vrouwerkerk (Chiesa di Nostra Signora) per vedere una scultura in marmo di Michelangelo (la Madonna con Bambino) all'interno dell'imponente chiesa gotica. Oppure entrare in uno dei tanti musei, come il Groeningemuseum dove si possono ammirare soprattutto opere di pittori fiamminghi e più in generale belgi (Jan van Eyck, Broodthaers, ma anche Bosch..)
La passeggiata culturale, in fin dei conti, può avere una durata relativamente breve. Meglio quindi fare una pausa e rifocillarsi con un bel piatto di moules-frites (cozze e patatine fritte) davanti ad una buona birra belga ed entrare in uno dei tantissimi negozi di cioccolato. Verso sera, quando la città ritrova la sua quiete, camminare senza meta venendo rapiti dall'affascinante architettura, fa sembrare Bruges come una romantica città ricostruita ad arte. Talmente bella da sembrare quasi finta.
C'è da dire che, come ormai avrete compreso, se passate da queste parti in cerca di un minimo di divertimento e vivace vita notturna, avete sbagliato indirizzo. Avreste dovuto fermarvi molto prima, nella zona est delle Fiandre per fare una sosta a Ghent.
altGhent, oltre a costituire uno dei principali mercati storici del Belgio, è una vitale cittadina universitaria, famosa per i numerosi festival e la vasta piazza pedonale circondata da imponenti palazzi in stile gotico e medievale. Tra una festa studentesca e l'altra la notte è così effervescente da accendere i principali edifici del centro storico con un contrastante effetto luci. Arte di strada ad ogni angolo, intrattenimento per bambini, teatro, eventi, mercatini di ogni sorta..difficile annoiarsi in una città simile. Ci sono festival per tutti i gusti, il più famoso è sicuramente il Ghent Jazz Festival a luglio, ma c'è anche un festival dedicato ai fiori, alla musica fiamminga, l'International Film Festival, il festival delle luci (da cui Ghent prende anche il soprannone: the City of Light), e molti altri ancora. E' una città dinamica e alla moda, lo dimostra la bizzarra istituzione del Donderdag Veggiedag (il giovedì vegetariano) ovvero la decisione da parte di tutti i cittadini di rinunciare alla carne un giorno alla settimana. Per non parlare di cafè e birrerie a perdita d'occhio dalla Sint-Baafskathedraal (Cattedrale di S. Bavo) fino al Graslei. Sono proprio gli stessi abitanti di Ghent che si vantano di poter offrire un numero indefinito di varietà di birra belga, ognuna servita rigorosamente nel suo personale bicchiere. Per assaggiarle tutte avrete sicuramente bisogno di qualche fine settimana in più.



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Racconto e foto di Sandy Pierpaoli
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