Scritto da F.S.
Rassegna di un'annata dominata dal rock al femminile
S
e ci voltiamo indietro a guardare un fermo immagine raffigurante i protagonisti dell'annata musicale appena conclusa, è impossibile non notare con piacere i tanti volti femminili che abbiamo incontrato in questi mesi. Nel 2011, fra graditi ritorni ed entusiasmanti nuove proposte, la musica al femminile ha brillato come non mai. I due nomi più chiaccherati a livello mainstream sono stati certamente quelli di Adele ed Amy Winehouse. La prima ha dominato quasi incontrastata la scena pop con la sua ugola d'oro e le sue canzoni d'amore strappalacrime, la seconda è scomparsa in modo tragico e precoce, rendendo la discografia orfana di una delle voci più interessanti degli anni Zero. Quelle che vogliamo qui celebrare sono però le tante personalità che hanno animato le scene rock, wave ed elettronica.
In prima fila, a guidare il grazioso drappello, Polly Jean Harvey ed il suo ritorno in grande stile. Con Let England Shake per la prima volta si è confrontata con tematiche socio-politiche, a modo suo: dopo aver rivolto l'attenzione alle notizie relative ai conflitti nei paesi mediorientali, ha trovato l'ispirazione per scrivere parole per la sua terra. L’Inghilterra del disco è simbolo di una qualsiasi madrepatria. Le canzoni sono moderni canti popolari che parlano di guerra, terra, vita e morte. Giunta all'ottavo disco solista in vent'anni di attività, pochissime come lei hanno saputo evolversi col passare del tempo in maniera così credibile, eclettica ed iconica allo stesso tempo. Con grande merito quest'anno è riuscita a portare a casa il suo secondo Mercury Prize dopo quello ricevuto nel 2000 per Stories from the City, Stories from the Sea. Accanto ad una veterana come lei, fra i nomi più entusiasmanti dell'anno c'è quello di un'altra artista inglese, Anna Calvi. Introdotta sulla scena dai migliori elogi da parte di mostri sacri del calibro di Nick Cave e Brian Eno, con il suo primo disco ha conquistato in pochissimo tempo pubblico e critica. Cantante piena di fascino e chitarrista di talento, la Calvi non si è semplicemente goduta il successo ma è scesa in campo mostrando live le sue capacità. Il tour iniziato lo scorso gennaio l'ha portata per tutto l'anno a calcare i palchi di mezzo mondo e continuerà ancora senza sosta nel 2012. Chi l'ha vista in concerto (numerose sono state le date anche nel nostro Paese) ha potuto verificare che il valore di questa splendida musicista è autentico. Le auguriamo - e ci auguriamo - che continui a sorprenderci nel futuro. Una che come Anna qualche tempo fa ha sperimentato le gioie del clamore improvviso, è la rossa Florence Welch. Nel 2011 è tornata con un atteso secondo disco, confermando ogni ottimistica previsione. Ceremonials, un lavoro molto più maturo rispetto al precedente Lungs, ha riportato il nome Florence + The Machine in cima alle classifiche musicali del Regno Unito e non solo. Spostandoci dall'altra parte dell'oceano, protagoniste importanti sono state alcune cantanti americane che hanno rielaborato sonorità dark e wave. Il risultato più significativo è stato quello di Chelsea Wolfe ed il suo Ἀποκάλυψις. La cantante, non esattamente una debuttante, è riuscita ad esprimere la sua identità mostrandosi perfettamente a suo agio in atmosfere tra il mistico ed il gotico, fra suoni sintetici e melodie cinematiche. La sua collega Zola Jesus ci ha invece sorpreso lasciando penetrare uno spiraglio di luce nelle canzoni del suo Conatus, abbandonando il nero totale e ridipingendo tutto di bianco. Un'altra bionda signorina si è presa prepotentemente il suo posto sulla scena. Mi riferisco a EMA (al secolo Erica M. Anderson), interprete bizzarra e originale che in Past Life Martyred Saints ha proposto un suono caleidoscopico, sfuggente ad ogni catalogazione precisa, tra noise, slow core, folk e shoegaze. Altra voce decisamente fuori dal coro quella di Julianna Barwick: la sua musica definita come new age ed ambient non è un facile ascolto; The Magic Place ha spiccato fra gli altri come disco affascinante e diverso. I generi nei quali hanno trovato espressione voci femminili negli scorsi mesi sono stati molti. Gli amanti del cantautorato non si saranno fatti sfuggire il ritorno di Feist con Metals, e se ancora non l'hanno fatto dovrebbero certamente ascoltare anche l'intimista Get Well Soon della meno nota ma comunque talentuosa Sarabeth Tucek. Il podio in questo settore va però a pari merito a due artiste molto diverse eppure simili: Laura Marling per A Creature I Don't Know e St. Vincent per Strange Mercy. Entrambe interpreti di storie al femminile, ma mentre la Marling ha prediletto la dimensione acustica in abbinamento alla sua voce profonda, St. Vincent ha imbracciato con sicurezza la chitarra elettrica come un'elegante sirena dalla voce cristallina. Ennesima conferma anche per Marissa Nadler, rappresentante di un mondo folk sognante e notturno. Onirica, ma attraverso tutt'altre sonorità, Sleep ∞ Over ovvero Sefanie Franciotti, che col suo debutto Forever ha dato soddisfazione a tutti i fan della darkwave e del dream pop inquieto. Un disco che ci ha colpito molto per grazia e dolcezza e che ci ha fatto compagnia per tutto l'anno è stato Grown Unknown di Lia Ices, un nome da ricordare. La songwriter e pianista canadese ha realizzato un piccolo gioiellino. Luci ed occhi puntati anche su Lykke Li e le sue Wounded Rhymes. Una miscela esplosiva di pop, indie rock, leggeri accenni blues e hip hop che non è certo passata indifferente attraverso la rete. La svedese è una delle artiste che deve ringraziare maggiormente il passaparola di internet, mezzo che ha saputo sfruttare con abilità per diffondere il suo talento. Tecnologica come non mai eppure meno brillante di un tempo, Björk, molto attesa ma purtroppo deludente.
Fin qui i nomi solisti ma non possiamo certo ignorare le numerose donne che hanno contribuito alla fortuna di molte band, vecchie e nuove. Tra i nuovi nomi è d'obbligo partire dagli Esben and the Witch, trio inglese capitanato dalla carismatica Rachel Davies. Un brillante disco di debutto intitolato Violet Cries, ipnotico, oscuro, magnetico e inquieto, due ep, una serie di live coinvolgenti. Formazione quasi totalmente femminile quella degli Austra, interpreti di un electro pop a tinte dark che ha nelle eccellenti doti vocali di Katie Stelmanis un punto di forza notevole. I Kills sono tornati con un quarto disco, Blood Pressure: fedeli alla formula di sempre, ruvida ed essenziale, ancora una volta non hanno sbagliato niente, ed il fascino artistico e personale di Alison Mosshart è sempre un'incantevole calamita per gli occhi e le orecchie di molti. Un altro duo, i Peaking Lights, ci ha invece fatto intraprendere un viaggio psichedelico con le canzoni di 936 ed anche in questo caso a far da guida è stata la voce di una donna. Brillante e originale la personalità di Lizzi Bougatsos, frontwoman trascinatrice dei Gang Gang Dance, meno esuberanti ma brave anche Ritzy Bryan dei Joy Formidable e Roxanne Clifford dei Veronica Falls. Un po' sottotono i ritorni di Dum Dum Girls e Ladytron, mentre a Berlino entusiasmo alle stelle ha accompagnato la reunion della band simbolo del digital hardcore anni '90, gli Atari Teenage Riot, nei quali il ruolo di primadonna è ormai completamente affidato alla magnetica Nic Endo.

Un anno 2011 che ha visto anche la consacrazione, in territori elettronici, di artisti come Maya Jane Coles (ormai fra i 20 DJ più interessanti a livello internazionale), Deniz Kurtel (autrice di un LP di altissima qualità), Laurel Halo (che con il suo EP Hour Logic ha colpito molti e non solo noi del Panopticon), Emika (ormai prezzemolina della scena elettronica, anche in compagnia dei Brandt Brauer Frick) e tante altre, vere e proprie eroine del beat globale e segnali forti di un mondo del dancefloor che si apre finalmente in modo massiccio al fem-touch.

La lista potrebbe proseguire, ma quelle citate fin qui sono state le voci femminili che hanno meritato maggiore attenzione e che vi consigliamo di conoscere. Il nuovo anno è cominciato da poco e sembra proprio che al centro della scena musicale continueranno ad esserci le donne: volti nuovi come Lana del Rey o Grimes, il ritorno di Soap&Skin, quelli probabili di Bat for Lashes e Cat Power, band come The XX e Best Coast. Sperando in 12 mesi affascinanti come i precedenti, non resta che rimetterci all’ascolto.

di Francesca Scozzarro, con Giacomo Colombo

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