Tapeworm, il miglior supergruppo MAI esistitoStoria del progetto che fa ancora sognare i fan di Nine Inch Nails e Tool
A
bortito. Soppresso. Sepolto. Destinato a restare un mito che i nuovi Giacobbo racconteranno ai posteri, perché il mistero in questa vicenda non è o non vuole essere risolto. Questa è la storia del gruppo che ha illuso gli appassionati di Nine Inch Nails e Tool dal 1998 al 2005, e che ancora oggi lascia fantasticare sulle registrazioni di un album che per qualcuno non è mai esistito, per altri è chiuso in cassaforte da qualche parte, nella casa o nei computer di Trent Reznor, per essere pubblicato al momento giusto, ovvero quando ci saremo tutti dimenticati di loro. Quel che stiamo per raccontare è la cronologia degli eventi intorno al progetto, dalla nascita alla resa: la storia dei Tapeworm, il miglior supergruppo mai esistito.

È la seconda metà del 1996 quando, al termine del tour di
The Downward Spiral, Danny Lohner e Charlie Clouser - rispettivamente al basso e alle tastiere nella formazione live dei Nine Inch Nails - mettono insieme una manciata di bozzetti che non sembrano convincere Reznor ad integrarli alla fase di creazione di quel che sarà The Fragile, il doppio album a sigla NIN uscito solo nel 1999. Risucchiato dalla stessa spirale di dipendenze raccontata in canzoni come "The Becoming" o "Hurt", Trent sembra vittima del più classico dei
writer's block, ma non ne vuole sapere di trasformare il processo di songwriting della sua creatura in qualcosa di realmente democratico, ovvero in una band. Deve arrivare in fondo e uscirne da solo, così Lohner e Clouser si ritrovano tra le mani del materiale che, con l'aiuto di un cantante capace di costruirvi sopra delle melodie, potrebbe rivelarsi come il primo full lenght di un vero e proprio nuovo gruppo. Nasce così, come un outlet per tutto ciò che non si inserisce nell'umore NIN, e con tanto di consenso e collaborazione dello stesso Reznor, il fantomatico progetto Tapeworm.
Un po' tutti i musicisti che circolano nell'ambiente in cui sta nascendo The Fragile vengono chiamati ad ascoltare le tracce messe in piedi nei mesi successivi ed eventualmente a dare la loro disponibilità per un cammeo: la chitarra di Page Hamilton degli Helmet è la prima ad essere registrata, poi è il turno di Phil Anselmo ad essere invitato ai Nothing Studios (anche lui è di New Orleans) per una parte vocale; e via via, in seconda battuta, anche Tommy Victor dei Prong (che poi accuserà Reznor di aver ceduto la sua performance a Marilyn Manson) e gli altri ragazzi della crew di Mr. Self-Destruct. Interrogato a riguardo, Phil Anselmo risponde di non saperne molto di quel che ne è stato della sua performance in sala di registrazione:
"sì sono stato al quartiere generale dei Nine Inch Nails e ho fatto la mia parte, ma se ho ben capito quel materiale vogliono usarlo per qualche colonna sonora".

I demo registrati rimangono tali fino all'ingresso dell'ultimo tassello, quel Maynard James Keenan che a cavallo tra i due secoli diviene personaggio di culto nel mondo del rock alternativo americano, riuscendo a coinvolgere contemporaneamente i disaddattati del grunge e quelli del nu-metal tanto in voga in quel momento, nonché gli appassionati della scena industrial di cui si dichiara sostenitore. Mentre la critica e il pubblico investigano le mille e una sfumature di Ænima, i Tool sono nel bel mezzo di una guerra di nervi con la casa discografica e Maynard inizia a sviluppare in compagnia del tecnico del suono e
flatmate Billy Howerdel quello che sarebbe divenuto Mer de Noms, l'esordio degli A Perfect Circle, alla cui gestazione partecipa anche lo stesso Lohner.
Con tutti questi nomi, si fa presto un gran parlare del progetto che inizialmente sembra poter arrivare anche prima del Fragility tour dei Nine Inch Nails. In piena contraddizione con i continui rinvii e mezze parole sui lavori in corso, arrivano le dichiarazioni, datate tardo '99, di Danny Lohner:
"i Tapeworm avranno un sound che incrocia NIN e Pantera, con echi di Pink Floyd e la voce di Maynard: abbiamo tre brani già pronti", ulteriormente sostenute quasi due anni più tardi dallo storico produttore Alan Moulder (sia NIN che A Perfect Circle, ma anche My Bloody Valentine, Ride, Smashing Pumpkins e molti altri) che si lascia scappare:
"un album di demo è pronto, e devo dire di essere impressionato da ciò che ho sentito", dissociando però il sound creato da ogni cosa menzionata da Lohner, e soprattutto da The Fragile, che fra l'altro non raccoglie gli stessi riscontri di critica e pubblico del capitolo precedente.

Che la gestazione sia ancora in fase di stallo lo si capisce dall'abbandono di Charlie Clouser, avvenuto per screzi con Reznor su alcune produzioni che il tastierista non avrebbe terminato in tempo per il remix album Things Falling Apart, che al termine del tour di
The Fragile lo portano a lasciare sia i NIN che i Tapeworm. Il suo posto viene assegnato all'inglese Atticus Ross, trasferitosi negli Stati Uniti assieme alla moglie Claudia Sarne, con la quale formava i 12 Rounds, sorta di misconosciuti Portishead il cui secondo disco My Big Hero era stato pubblicato dalla Nothing Records dello stesso Reznor. La formazione base a questo punto è composta da Lohner, Keenan, Reznor e Ross. Alle registrazioni starebbe partecipando anche Josh Freese, già batterista degli A Perfect Circle e turnista di lusso dalle parti di Los Angeles, stimatissimo anche da Reznor che lo vorrà con sé per i tour di With Teeth e Year Zero.
Lo stesso anno un sito ufficiale, tapeworm.net (da tempo offline) inizia a mostrare scatti delle prove che dai Nothing Studios di New Orleans si spostano al Southern Tracks di Atlanta. Le foto sono il documento più concreto dell'esistenza di queste sessioni e mostrano i protagonisti immortalati in fase di brain storming dietro al mixer o durante una performance vocale (Maynard), alla batteria (Freese), al basso (Reznor) o dietro al monitor di un computer (Lohner e Keenan). Ma l'immagine più interessante è quella in cui compare la scaletta del disco mai pubblicato dei Tapeworm: si legge che sono 12 brani prodotti da Reznor e registrati da Nick DiDia, ma sono volutamente sfuocati i titoli. L'album sembra dunque esserci davvero e da qualche parte queste registrazioni devono essere finite.
I numerosi seguaci di Nine Inch Nails e Tool iniziano a sognare ad occhi aperti. Due band (più una, gli A Perfect Circle) che in buona parte condividono gli stessi fan stanno per partorire un disco assieme, per una summa artistica che arriverebbe in un momento di grazia per entrambi i protagonisti principali (Reznor e Keenan): una sensazione che forse solo i fan della scena grunge possono capire (leggasi Temple of the Dog e Mad Season). Senza aver ancora pubblicato un solo brano, i Tapeworm sono già il miglior supergruppo di sempre.
Passano però i giorni, poi le settimane, poi i mesi prima di una novità, che stavolta arriva dalle parole di Danny Lohner:
"l'album è pronto per il mastering finale". Sembra fatta, ma nell'intervista vengono menzionati anche alcuni problemi tra le etichette di Reznor e Maynard, che non sembrano trovare un accordo sui diritti di pubblicazione. D'un tratto, il silenzio piomba sui Tapeworm: il sito viene oscurato, gli
A Perfect Circle vanno in tour per promuovere il nuovo album Thirteenth Step (settembre 2003) e Reznor si sposta a Los Angeles per registrare assieme a Dave Grohl quello che diverrà With Teeth, il quarto full lenght dei Nine Inch Nails. Proprio quando, nell'estate del 2004, quest'ultimo sembra ormai alle porte, quasi infastidito dalle continue domande, Trent decide di fare chiarezza una volta per tutte:
"Il progetto non ha futuro. Le nostre label non si mettono d'accordo e ognuno di noi ha impegni con la propria band. Ok, ammetto che c'è stato anche un calo di entusiasmo: se il materiale fosse stato davvero valido, in un modo o nell'altro lo avremmo già pubblicato. Purtroppo non è così. Non escludo che un giorno io e Maynard ci riproveremo, ma per il momento il progetto Tapeworm è da considerarsi defunto".E non fu il silenzio. Già perché poche settimane dopo, il giorno delle nuove elezioni presidenziali che decretano il secondo mandato per George W. Bush, gli A Perfect Circle pubblicano eMOTIVe, un disco di cover di canzoni a tema politico fra cui però figura anche un inedito a firma Keenan/Lohner/Reznor/Howerdel, ovvero "Passive". Si tratta di una rilettura di "
Vacant", un brano suonato dagli APC durante il tour di Mer de Noms, quando la band apriva i concerti dei Nine Inch Nails. In quei giorni un Reznor abbastanza indispettito aveva criticato la scelta di suonare un pezzo inedito dei Tapeworm prima che questo fosse pubblicato, con i fan che l'avevano registrato e presto messo in Rete, amplificando a dismisura le attese per il disco intero, visto che la canzone - cantata da Maynard e con Lohner che raggiungeva la band sul palco - sembrava davvero convincente.
Tornando al 2004, Danny Lohner - che fino a quel momento è rimasto fedele alla causa Nine Inch Nails - si chiama

fuori dalla realizzazione di With Teeth (o forse non viene coinvolto da Reznor...) e decide di mettersi in proprio per compilare colonne sonore e per dare una mano agli amici Howerdel e Keenan alla produzione delle canzoni prescelte per eMOTIVe, che almeno nelle intenzioni deve essere l'ultimo disco degli A Perfect Circle, in vista del ritorno dei Tool. Curiosamente, poco dopo la sua pubblicazione Jeordie White (aka Twiggy Ramirez) e poi anche Josh Freese degli A Perfect Circle vengono arruolati dallo stesso Reznor per i successivi tour della sua creatura. Insomma, la commistione di interessi e collaborazioni continua, ma il disco dei Tapeworm sembra ormai sparito nel nulla. Maynard torna coi Tool per lavorare a quello che sarà
10,000 Days (e relativi tour), investe tanto se non tutto sulla sua passione per il vino, e si diverte con il progetto satirico Puscifer, dedicato pressoché esclusivamente al pubblico americano. Trent diviene prolifico come mai prima e tra il 2005 e il 2008 escono ben cinque pubblicazioni a nome Nine Inch Nails. Successivamente, sciolto il contratto con la Interscope, si dedica ad un nuovo side project con Atticus Ross (ancora un ex Tapeworm...) e la splendida moglie Mariqueen Maandig, ovvero gli
How to Destroy Angels, e infine alle colonne sonore, sempre con l'aiuto di Ross, ricevendo addirittura un Golden Globe e un Oscar per quella di
The Social Network.
Un altro fantasma del periodo Tapeworm ricompare nel novembre del 2009, quando Maynard pubblica a nome Puscifer la canzone "
Potions". Le sonorità sono del tutto simili a quelle della versione originale di "Vacant", e tramite un post su Twitter, lo stesso Keenan rivela:
"...If u HATE Potions, hate US not Trent. We wrote it together, but PUSCIFER produced it. It was my wedding present 2 him", lasciando intendere che si tratti effettivamente di una canzone dei Tapeworm, reintepretata da(i) Puscifer.

Cos'altro rimane, oltre alla sensazione che alcuni brani siano stati già pubblicati sotto altro nome (addirittura qualcuno riconosce i Tapeworm nel brano "Sunspots" dei NIN)? Probabilmente poco più che qualche sospetto o eccesso di interpretazione, come forse accade per le due primissime canzoni firmate Puscifer nel 2003, accreditate a Keenan/Lohner. Sono "
Rev 22:20" e "
The Undertaker", entrambe utilizzate nelle colonne sonore dei primi 2 episodi della saga dark-vampiresca Underworld, e molto apprezzate dai seguaci della voce dei Tool. La percezione che si tratti di qualcosa risalente al periodo Tapeworm è data ancora dalle sonorità, decisamente differenti da quelle poi intraprese dallo stesso Maynard per le sue parodie nel progetto Puscifer, e invece molto più affini a "Vacant" e "Potions".
In definitiva, che sia ormai definitivamente abortito o meno, l'impressione che resta è che solo quando ce ne saremo dimenticati, forse sapremo la verità. Il disco dei Tapeworm è esistito, un professionista come Alan Moulder nel 2001 ha dichiarato di aver ascoltato ed essere rimasto favorevolmente colpito da un album di demo. Danny Lohner, forse il più libero da impegni contrattuali e dunque free lance, non più tardi del settembre 2003 ha annunciato a Kerrang! che un intero disco dei Tapeworm era pronto per essere mixato. Una fotografia con una tracklist di 12 brani pubblicata su tapeworm.net ha argomentato ulteriormente la questione. Da qualche parte quelle canzoni devono essere finite.
Dov'è finito questo album, possibile che sia così debole da non meritare la pubblicazione? Canzoni come "Vacant", "Potions", "Rev 22:20" e "The Undertaker" sembrano tutto meno che trascurabili. Dato che si tratterebbe non del Reznor di Year Zero o di The Slip, ma di quello che sul finire dei Novanta era ancora da considerare uno dei personaggi più rilevanti del rock, e che lo stesso Keenan non sembra aver mai perso il sacro fuoco dell'ispirazione quando si è trattato di fare sul serio... come si può credere che il materiale sia così scarso come invece ha perentoriamente dichiarato Reznor nel 2004? Perdipiù, ora che lo stesso Trent è libero dal contratto con la Interscope, la motivazione della guerra fra le etichette dei protagonisti per accaparrarsi i diritti del disco non può più reggere.
Abbiamo provato a contattare Danny Lohner, forse l'unico che può essere ancora disposto a dire la sua su questa vicenda, per metterci sopra la parola fine, oppure per rinfocolare le speranze di migliaia e migliaia di fan. Se avremo una risposta concreta, non tarderemo nel farvela avere. Nel frattempo non possiamo che coltivare il culto e il rimpianto.
di Danilo Betti e Daniele SassiPer saperne di più consulta:
NIN wikinineinchnails.itmtv.com BlabbermouthMaynard su Twitter