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2
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Tries to Be Water
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M
entre mi dirigo ai Magazzini Generali, penso che mi aspetterà una serata diversa da quella passata l'ultima volta, quando ho visto i Mastodon. Si, perchè li ho già visti il 22 giugno 2009, quando aprivano per un certo gruppo di nome Metallica, assieme ai Lamb of God. Quella sera nonostante avessero fatto i pezzi più conosciuti e forse anche tra i più belli, non se li era davvero filati nessuno, suonando in un DatchForum (ora Mediolanum Forum) ancora da riempire. Credo anche di essere stato uno dei pochi, se non l'unico, ad esser là con la maglietta di Blood Mountain a incitare il quartetto e a dar loro l'attenzione che meritavano. In quell'occasione avevano mostrato tutto il loro imbarazzo nel suonare su un palco decisamente non adatto alle loro performance e davanti ad un pubblico esiguo, rispetto al marasma che è stato già il concerto dei Lamb of God e soprattutto quello dei Metallica qualche ora dopo. Mi era stato fatto un unico avvertimento, quello dell'acustica dei Magazzini Generali, davvero pessima. Ignaro ancora dell'effettiva situazione, e essendo al primo concerto in questo locale, pensavo che dipendesse dalla bravura dei tecnici o quant'altro. Ahimè, mi son dovuto ricredere. Ma andando per gradi, eccomi là, in prima fila, leggermente laterale, ad aspettare che lo spettacolo iniziasse, tra una buona dose di birre e una manciata di totoscalette idealizzate con il mio amico a fianco. Sapevo soltanto che avrebbero fatto tutto il nuovo, Crack The Skye.

Aprono i Totimoshi. Un buon gruppo, di cui ho distrattamente ascoltato qualcosa prima del concerto. Un trio eclettico che mi ha davvero impressionato nelle prime 4-5 canzoni. Un bel suono e una potenza ritmica che non mi aspettavo. Ma dopo, metti l'attesa, metti l'effettiva ripetitività di alcuni pezzi, e metti il disgusto provato dopo che un tizio a lato ha detto "beh, non ti ricordano i Motorpsycho, solo un po' più pesanti?", mi sono un po' stufato. Comunque una band interessante, che merita qualche ascolto di rodaggio prima di essere giudicata.
Passa qualche minuto, ed eccoli sul palco, tutti e quattro, con in più l'ausilio di un tastierista e di alcune immagini video dietro di loro. Si parte con "Oblivion", per quella che sarebbe stata una rastrellata completa di tutto il nuovo album. Durante l'esecuzione pensavo che in effetti questo è dei pochi pezzi nell'album che mi erano rimasti impressi nella mente. Sono bastati pochi secondi, purtroppo, per rendermi conto (come non abbia fatto prima con i Totimoshi, vi giuro, non ne ho idea) della pessima acustica del locale. Dalla prima fila le voci non si sentivano.

E tra un "Falling from grace, cause I’ve been away too long" e un altro, commento con un vicino di come siano melodicamente migliorati (per quel poco che ho sentito) dal punto di vista vocale. Sarà l'abitudine a fare certi pezzi, ma alla fine della serata mi renderò conto che in effetti stanno davvero curando di più questo aspetto. Di seguito ecco che inizia "Divinations", forse la canzone più Mastodon dell'album assieme alla titletrack. Si prosegue dunque con "Quintessence", e poi con la lunga processione di "The Czar", dove Brent spunta con una 24 corde davvero tamarra. Ed è stato proprio a questo punto che mi sono accorto di come il suo atteggiamento durante il concerto fosse cambiato, più attento alla posa da guitar hero rispetto al passato recente e meno recente. Durante tutta l'esecuzione continuavo a ripetere tra me e me che, per carità, sono dei bei pezzi e in sede live hanno anche il loro bel tiro, risultando molto più coinvolgenti che ascoltandoli in versione studio; ma questi non sono i Mastodon ai quali ero abituato, questi sono i Mastodon anni '70 prog-revival, non gli schiacciasassi sconfinanti nell'hardcore che avevo imparato a apprezzare. Per quelli avrei dovuto aspettare solo una quarantina di minuti in più. Ed ecco che si prosegue in ordine proprio con "Ghost of Karelia" e "Crack the Skye", una delle canzoni che ha esaltato di più il pubblico, risvegliando quella sana voglia metallara di far passare delle persone sopra le nostre teste. E si chiude con la controversa e circolare "The Last Baron", che gode anch'essa della riscoperta in dimensione live dei pezzi di tutto l'album, ma che non la salva dall'impressione che potesse durare molto meno ed essere meno diluita.

Dopo la pausa ci si chiedeva cosa avrebbero fatto, e per quanto ancora avrebbero suonato. E se aspettarmi un vecchio assaggio di alcuni pezzi storici. Eccomi accontentato. Alle prime note di "Circle of the Cysquatch" mi sono davvero sentito - finalmente - al concerto dei Mastodon. I pezzi prescelti per il bis sono filati via l'uno dopo l'altro, senza soste, visto che la band non doveva cambiare accordatura e strumentazione. Ecco allora "Aqua Dementia", lietissimo ritorno dal loro cavallo di battaglia Leviathan. Ma ciò che ha più sorpreso è stato assistere all'accoppiata "Where Strides the Behemoth"/"Mother Puncher", direttamente da Remission: davvero una delle cose più incredibili che ci si potesse aspettare dalla serata. Si prosegue la carrellata spaccaossa con "Iron Tusk" e la canzone finale della serata, "March of the Fire Ants", degna chiusura di un bis così travolgente.

A conti fatti, mi è sembrato di aver assistito a due concerti diversi; assolutamente coinvolgenti e quant'altro, ma diversi. Confermo l'impressione che Crack The Skye sia un buon album, ma gli manca quel non so che di Mastodon, tale da renderlo un lavoro indimenticabile, nonostante alcune canzoni siano sembrate molto più belle dal vivo. La performance del gruppo è stata eccelsa, caratterizzata da un affiatamento invidiabile, ma troppo penalizzata dall'acustica davvero imbarazzante del luogo. Forse è rimasto un po' di amaro in bocca, per non aver sentito pezzi storici come "Blood and Thunder" o "The Wolf Is Loose". Ma in effetti questo si potrebbe perdonare ad un gruppo alle prime esperienze da headliner, non abituato a fare concerti molto lunghi. Sarà per la prossima volta, Troy, Brann, Brent e Bill. Sperando in una location differente e sperando di ascoltare nel frattempo una loro eventuale ultima fatica che, magari, sia diversa da quella non puramente Mastodon di Crack The Skye. Stupendoci ancora una volta, nel bene o nel male.


01. Oblivion
02. Divinations
03. Quintessence
04. The Czar
05. Ghost of Karelia
06. Crack the Skye
07. The Last Baron
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08. Circle Of Cysquatch
09. Aqua Dementia
10. Where Strides the Behemoth
11. Mother Puncher
12. Iron Tusk
13. March of the Fire Ants
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