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    Se ci voltiamo indietro a guardare un fermo immagine raffigurante i protagonisti dell'annata musicale appena conclusa, è impossibile non notare con piacere i tanti volti femminili che abbiamo incontrato in questi mesi. Nel 2011, fra graditi ritorni ed entusiasmanti nuove proposte, la musica al femminile ha brillato come non mai.

  • Nuovo Disco Chiave: Piano Magic, Disaffected (2005)

    I Piano Magic arrivano all'anno duemilacinque seguendo un percorso per molti aspetti inverso al pionieristiso allontanamento dalle proprie radici artistiche, che Glen Johnson e soci paiono invece aver progressivamente canonizzato e reso parte fondamentale di un amalgama quantomai originale.

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Polozov
Peace
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Jess & Crabbe
Bazzerk
Jess & Crabbe
Bazzerk
Author
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Subwave
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Luciano
Vagabundos
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Vagabundos
Hobo
Iron Triangle
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Drake
Take Care
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Take Care
A$AP Rocky
LiveLoveA$AP
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A Place to Bury
Strangers Onwards...
A Place to Bury
Strangers Onwards...
Bright Moments
Natives
Bright Moments
Natives
Howler
America Give Up
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America Give Up
Pop. 1280
The Horror
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We Have Band
Ternion
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Ternion
Earth
Angels of Darkness...
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Alcest
Les Voyages De L'Âme
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Les Voyages De L'Âme
Lamb of God
Resolution
Lamb of God
Resolution
Woods of Desolation
Torn Beyond Reason
Woods of Desolation
Torn Beyond Reason
Ed Laurie
Cathedral
Ed Laurie
Cathedral
The Big Pink
Future This
The Big Pink
Future This
Abe Sada
The Motion of...
Abe Sada
The Motion of...
Low-Fi
What We Are Is Secret
Low-Fi
What We Are Is Secret
Miriam Mellerin
Miriam Mellerin
Miriam Mellerin
Miriam Mellerin
Above the Tree &
the E-Side Wild
Above the Tree &
the E-Side Wild
Farmer Sea
A Safe Place
Farmer Sea
A Safe Place
Vittorio Cane
Palazzi
Vittorio Cane
Palazzi
Maria Antonietta
Maria Antonietta
Maria Antonietta
Maria Antonietta
AcomeandromedA
Occhio comanda colori
AcomeandromedA
Occhio comanda colori
Circo Fantasma
Playing with the Ghost
Circo Fantasma
Playing with the Ghost
A
ll’uscita del nuovo cartello del Festival di Villa Arconati a Castellazzo di Bollate, vicino Milano, ho accolto con tiepido entusiasmo misto a scetticismo la scoperta che c’erano di mezzo pure il duo femminile più discusso della musica alternativa, le Cocorosie.
Eh sì, perchè le sorelle Cassady vengono da una serie di uscite che, a mio parere, hanno dato modo di pensare che il primo episodio della loro discografia, La Maison de Mon Rêve, fosse una mosca bianca all’interno di una produzione interessante, ma non fenomenale, come il primo lavoro poteva lasciar pensare. Quando nel 2004 uscirono con quel miscuglio di ninne nanne per nanetti malati di mal di pancia, filastrocche giocate con ogni tipo di strumento a portata di mano, serenate per principi ormai rospi che facevano commuovere per quanto potesse essere ancora romantica una canzone, tutti gli amanti dell’indie-weird/rock gridarono al miracolo. E probabilmente di questo si è trattato, nel senso che i prodotti successivi sembrano tutti vivere sulle spalle del loro predecessore, pur rimanendo di buona fattura e con uno stile ormai acquisito. Non fa eccezione l’ultimo EP, Coconuts, Plenty of Junk Food, uscito poche settimane prima di questo concerto. Quello che c’è dentro è infatti è in perfetto allineamento con l’ultimo full-lenght del duo, The Adventures of Ghosthorse and Stillborn, ovvero un misto di R&B e il classico folk lo-fi visionario con melodie rappate e lamentate dalle due affascinanti americane, che però non convince fino in fondo. Probabilmente la causa è l’esaurimento del fenomeno che le aveva accompagnate agli esordi e che le aveva fatte entrare nel giro dell’indie che conta, portandole a spasso per il mondo insieme a Bright Eyes e TV on the Radio e che le aveva viste collaborare con personaggi del calibro di Antony Hegarty, Devendra Banhart e il loro amico Patrick Wolf. Inoltre avevo avuto modo di vederle suonare dal vivo al Pukkelpop nel 2007, un festival rock (clamoroso) in Belgio, e non mi avevano lasciato esterrefatto come avrei sperato. Ma lì addussi alcune colpe al contesto che sicuramente non era l’ideale per ascoltare la musica cocorosiana, trattandosi di un classico festival rock e di elettronica in genere. Questa volta la cornice si preannunciava perfetta, infatti la meravigliosa Villa Arconati, con il suo parco illuminato da mille luci colorate (sebbene poi i concerti maggiori si svolgano sotto un tendone che lascia intravedere ben poco della scenografia della Villa...), sembrava essere l’ideale location per vedere le sorelle dare sfogo alla loro diavolerie giocattolo e ai dolci suoni di arpa toccata magistralmente da Sierra.

Quello a cui ho assistito è uno spettacolo sicuramente suggestivo, con le due istrioniche sorelle che hanno catalizzato a modo loro l’energia di cui sono indubbiamente dotate, ma che è mancato in diverse parti di quel quid necessario a tenere alta l’attenzione dello spettatore per tutta la lunghezza del concerto. Sierra e Bianca hanno tentato sin dall’inizio di creare le atmosfere surreali che avvolgono la loro musica presentandosi con una mise corsara insieme a due compagni di ventura polistrumentisti conciati da pirati, sopra un palco che vedeva reti da pesca e forzieri in primo piano. Il tutto sovrastato da videoproiezioni interessanti da un lato, in quanto le immagini creavano la giusta atmosfera, e noiose dall’altro, visto che per tutto il concerto si sono limitate a riproporre la stessa clip di venti minuti o giù di lì. E poi la musica, ovviamente. Sierra che si districava fra chitarre, arpa e pianoforte, e Bianca a maneggiare i famosi giocattolini sonori e beat-box, con entrambe a contribuire con il loro particolarissimo modo di cantare, quasi lamentoso. Quello che è emerso chiaramente è che pezzi come “By Your Side”, “ Terrible Angels”, “K-Hole” e “Rainbowarrior” possono giustamente stupire chiunque e hanno ormai un posto nel cuore dei tantissimi fan, che paiono aver gradito lo spettacolo molto più del sottoscritto a giudicare dal delirio a cui hanno dato luogo dopo ogni pezzo suonato. Forse si trattava di un pubblico non particolarmente esigente però, perchè il delirio è diventato un fenomeno diffuso, anche quando il pezzo era un riempitivo di dischi non propriamente eccellenti come l’ultimo full lenght. Così come i brani tratti dall’ultimo EP, che è stato eseguito quasi per intero, e dal quale solo “Milkman” cresce in veste live nella sua poetica esecuzione solo piano e voce di Sierra. I dubbi si sono fatti più concreti quando le ragazze risalgono per gli encore ed eseguono “Beautiful Boyz”, che privata della magnifica presenza di Antony, si svela per quello che è, ovvero una normale canzone e non più una geniale ballata noise-beat che ci aveva lasciato commossi e toccati. Purtroppo la noia ha fatto capolino più volte durante le diverse esecuzioni che hanno visto Bianca rappare su delle basi troppo monotone, anche se arrangiate dal buon percussionista che ha fatto un discreto lavoro di contorno alle due star della serata. Solo una “Good Friday” avrebbe potuto farci ricredere, ma le sorelle Cassady hanno deciso di non suonare quella che rimane probabilmente la canzone d’amore più dolce degli ultimi anni.

All’uscita mi ritrovo con una buona dose di amaro in bocca, con le aspettative in parte deluse, nonostante gli sforzi fatti dalle due ragazze nel coinvolgere e nel trascinare nel loro immaginario il pubblico (che tuttavia pareva veramente entusiasta dello show) siano stati encomiabili, e con la consapevolezza che probabilmente La Maison de Mon Rêve, purtroppo, rimarrà un’episodio irripetibile.
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