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Fluxion
Traces
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Squarepusher
Ufabulum
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Vijay Iyer Trio
Accelerando
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Tord Gustavsen Qtet
The Well
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Desolate
Celestial Light Beings
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Rusko
Songs
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Sendai
Geotope
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Bryter Layter
Two Lenses
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Light Asylum
Light Asylum
Light Asylum
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Lissy Trullie
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Lissy Trullie
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Magic Wands
Aloha Moon
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Titolo
Islands
A Sleep & a Forgettin
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Jack White
Blunderbuss
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James Blackshaw
Love Is the Plan...
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Love Is the Plan...
See of Bees
Orangefarben
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Animal Collective
Transverse Temp...
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Patrick Watson
Adventures in...
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Eternal Summers
The Dawn of...
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The Flaming Lips
and Heady Fwends
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Mirrorring
Foreign Body
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Foreign Body
Guano Padano
2
Guano Padano
2
Above the Tree
From the Memory...
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WoraWoraWashington
Radical Bending
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Il Triangolo
Tutte le canzoni
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Tutte le canzoni
Il Pan Del Diavolo
Piombo, polvere...
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Piombo, polvere...
Giardini di Mirò
Good Luck
Giardini di Mirò
Good Luck
Foxhound
Concordia
Foxhound
Concordia
Werner / Oil
Tries to Be Water
Werner / Oil
Tries to Be Water

L
o dico subito: ero scettico, non ci volevo andare a questo concerto: non mi era mai piaciuta la musica dei Franz Ferdinand. I vecchi dischi (vale lo stesso per quelli dei Killers) mi sembravano solo roba per indie-fighi brufolosi da ascoltare se porti la magliettina a righe orizzontali, i pantaloni stretti e le scarpe da ginnastica anche per andare a dormire. Poi Tonight: Franz Ferdinand che ha pure belle canzoni, ma non mi toglieva di testa il senso di scetticismo, anche perché non sapevo cosa aspettarmi dallo spettacolo di una band così sulla cresta dell’onda e famosa, con una grossa fetta di pubblico che solitamente non amo incontrare ai concerti cui vado. Le prospettive erano di un palasport verosimilmente pieno (visto che inizialmente il concerto doveva tenersi all’Alcatraz, ma la grandissima richiesta di biglietti ha dirottato l'evento in una location ben più ampia...) e la situazione sarebbe potuta diventare presto fastidiosa. Poi un mio amico mi ha convinto ad accompagnarlo (si dice sempre così no?)... e beh, come diceva il poeta statunitense James Russell Lowell, “solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”...
In apertura i Kissogram, che neanche conosco e che quando arrivo hanno ormai quasi finito. Ascolto tre pezzi, mentre mi procuro una birra e mi sistemo in un posto tranquillo in mezzo alla platea, guardandomi un po' attorno per vedere che aria tira. Canzoni che scivolano via indolori, mentre fra il pubblico si crea un bel movimento. Gira un sacco di gente meno adolescente e più cresciuta di quanto credessi, l’atmosfera è festaiola e comincio a dubitare delle mie credenze su questo genere di pubblico.
Si comincia col botto in un Palasharp effettivamente quasi gremito (come da previsione), con una "Dark Of The Matinee" che picchia subito al costato dell’ascoltatore. Vedo la gente intorno a me saltare e cantare come impazzita, e non faccio in tempo a capire cosa sta succedendo che attacca "No You Girls", una delle mie preferite dell’ultimo lavoro in studio, nonché nuovo singolo. Così all’improvviso mi metto a saltare e cantare anch’io, perchè mi rendo conto che quel pezzo lo conosco a memoria, e che non si può fare a meno di lasciarsi trasportare da tutto ciò. I Ferdinand suonano sopra un palco che fa da perfetto contorno alla musica elettrica ed elettrizzante che producono: ad accompagnarli, infatti, ci sono azzeccatissime proiezioni di visual art, che sfociano spesso in trame psichedeliche e deliranti, e un light show semplice ma efficace.
La scaletta pesca a mani basse dai vecchi dischi, soprattutto il primo, tirando fuori tutte le hit che il pubblico milanese non smette di cantare a squarciagola (onore al merito ad un Alex Kapranos sugli scudi per come trascina e coinvolge tutti a partecipare al coro di una "Lucky" o di una "Walk Away", canzoni ormai già parte della storia del decennio). Non passa inosservata anche la nuova versione di "Outsider", con tutti e quattro i musicisti attorno alla batteria a intrecciare un ritmo infernale. A conti fatti suoneranno quasi tutta la prima metà dell’ultimo disco, composta chiaramente da soli pezzi bomba in sede live: oltre alla già citata "No You Girls", ecco allora "Bite Hard", "Twilight Omens", "Turn It on", "What She Came for?" e il primo singolo "Ulysses" a chiudere la prima parte di un concerto che davvero ha dell’esplosivo. La seconda parte invece si apre con la desideratissima "Jacqueline" (lo deduco dalle urla di gioia che accompagnano il riff introduttivo che viene riconosciuto immediatamente dalle migliaia di fan accorsi) e vede una versione rimaneggiatissima di "Lucid Dreams", stavolta vestita di un abito splendidamente sintetico e psichedelico che la trasforma in morboso delirio prolungato di synth maneggiati faccia a faccia da Alex Kapranos e Nick McCarthy. Minuti che trasportano tutti dentro il flusso colorato proiettato alle spalle dei musicisti. Per chiudere lo show, i ragazzi di Glasgow usano di solito (lo vengo a scoprire proprio in questa circostanza) un brano che sembra inciso apposta: "This Fire", con le sue liriche trascinanti (“This fire is out of control, I’m gonna burn this city”) e il ritmo incalzante.
Lunedì sera ho avuto conferma che i preconcetti in musica sono carta straccia, buona per accendere fuochi (e bruciarci una città) e consiglio a tutti di farsi un giro a Roma verso luglio in occasione dell’ottimo mini-festival dove si troveranno insieme i Franz Ferdinand, i Killers e il fenomeno del momento White Lies. (Anche perchè...ragazzi, svegliatevi! la G...a è tutta lì! A Milano non ti potevi girare quanto ne era pieno, altro che Lupi nelle sale del trono..)

Signore e Signori, Tonight: Franz Ferdinand... Chapeau!
E mi raccomando... Bite Hard!
foto di Cristiano Marinelli per Il Panopticon
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