Ci sarà luce alla fine del tunnel?
D
al 5 Novembre 2008 il bassista dei Deftones Chi Cheng è in coma a seguito del grave incidente stradale in cui è rimasto coinvolto dalle parti di Los Angeles. Sembra che non indossasse le cinture di sicurezza e che la velocità fosse ben oltre il limite consentito. Amara e forse fuori luogo l'ironia che ci riporta al brano simbolo e a questo punto profetico del gruppo di Sacramento, "Be Quiet and Drive", dall'album Around the Fur del 1997. Le bacheche di siti e blog ufficiali si sono presto riempite dei messaggi d'affetto dei fan, e degli aggiornamenti dalla clinica dei familiari e degli altri membri della band che hanno perlomeno dato per scongiurato il pericolo di vita. I Deftones si trovano quindi in un momento di dolore ed incertezza, non sconosciuto negli ambienti Nu-Metal, per chi ricorda le vicende dei Cavalera, degli Snot e di altri attori ancora. Ne consegue uno stop forzato che arresta le avviatissime registrazioni del nuovo album titolato Eros, forse l'ultima occasione per la formazione capeggiata da Chino Moreno per rimettersi sulla strada maestra, abbandonata nei due lavori successivi a White Pony, il vertice del Nu-Metal tutto.

Due raccolte di pezzi piuttosto deboli, dove le eccezioni sono comunque distanti dai tempi migliori. L'omonimo del 2003 è un albo testardo e privo di nuove idee, dove anzi è proprio l'incapacità di evoluzione del chitarrista Stephen Carpenter a frenare ogni possibile nuova soluzione. Si salva il singolo "Minerva" e un paio di altri brani, ma il resto è assolutamente mancia. Ancor più modesto è risultato il successivo Saturday Night Wrist, il disco che avrebbe dovuto rilanciare la carriera degli allora ancor giovani Deftones. E' invece una collezione di stereotipi del nu-metal infarcita di EMOtività a tutti i costi e totale mancanza di urgenza espressiva: un fiasco artistico ammesso da loro stessi.
A questo punto non sembra nemmeno esserci la voglia di mettere nero su bianco un nuovo albo dei Team Sleep, il side project di Moreno che ha prodotto - dopo un'estenuante attesa - dei risultati se non deludenti, quantomeno alterni. Tutto sembra essersi fermato, e forse in questi giorni Carpenter, Cunnigham e Moreno stanno meditando se completare da soli le registrazioni di Eros. D'altronde ad oggi sarebbero già dovuti essere in tour, mentre si ritrovano costretti a pregare per il ritorno tra i vivi e vegeti del loro bassista, rischiando di perdere l'ultimo treno per rientrare dalla porta principale. Le possibilità sono dunque due: attendere con speranza l'uscita dal coma del loro amico e continuare da dove si erano fermati, potendo Chi tornare ad imbracciare il basso, oppure terminare il lavoro da soli, incidere il nuovo disco, magari dando credito anche al lavoro del loro sfortunato bassista. Pubblicare Eros non sarebbe un tradimento, e non significa per forza sostituirlo definitivamente. Continuare è anche un modo per condividere con il pubblico affezionato il dolore che stanno vivendo, unendo in qualche modo gli sforzi per una
corrispondenza d'amorosi sensi diretti a Cheng. Pensateci Deftones, c'è luce alla fine del tunnel.