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"La Nature est un temple où de vivants piliers Laissent parfois sortir de confuses paroles" (C.B.)
Potremmo girarci attorno per anni, ma la verità è che non siamo riusciti a raccogliere informazioni sufficienti, e non è detto che ci riusciremo. Non siamo stati gli unici a fallire in questo, del resto. Qui esiste un cover-up simile a quello immaginato dai teorici del Complotto, dell’invasione aliena e del ritorno di Atlantide e Mu nel giorno aa/uu/201c. Diverse sono invece le teorie, in verità basate esclusivamente su maschere: c’è chi sostiene che le informazioni mancanti siano detenute esclusivamente da un circolo di dieci persone. Chi dice cinque. Chi dice tre. Chi dice un paio più un gatto di nome Ian. Non ne conosciamo l’identità.
Tutto ciò che abbiamo, concretamente, si riduce ad una lista di posti a noi non noti, rinvenuta in uno dei luoghi che usa frequentare. Ama prendersi gioco di noi in questo modo, ma tenteremo comunque di associare ad ognuno di essi le scarse informazioni di cui siamo in possesso:
Sea of Time: Dal freddo espressionismo teutonico al Cabaret Metro di Chicago. Un tempo era proprietario di un pub in quel di Madchester, gli affari andavano bene ma la clientela era fin troppo rissosa. Regolarmente ne trasferiva la locazione, ostinato, proseguendo verso sud. Molti intervalli temporali restano oscuri.
Sea of Science: Macchine di Von Neumann, Turing ed Anticitera.
Sea of Monsters: La disintegrazione della persistenza della memoria. Glastonberry Grove. Hieronymus Bosch che ritrae una triplice alba (parhelia) sulla città di K. Correspondances. V.
Sea of Green: Si vocifera abbia acquistato un igloo a nord del sessantaseiesimo parallelo. Lui non conferma e non smentisce.
Sea of Nothing: “Devo esser sicuro che alcuni miei atti non vengano scoperti – ci fa sapere citando uno dei suoi maestri – poiché, se scoperti, il danno che ne verrebbe sarebbe incalcolabile.”
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