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Titolo: Strange Mercy Autore: St. Vincent Anno: 2011 Elemento: alt
altindie pop. St. Vincent torna col botto. Sorprende tutti, soprattutto chi pensava avesse già raggiunto il suo apice creativo col precedente Actor, del 2009. Ripropone la sua formula dei contrasti - la voce angelica e la trama complessa di chitarra e sintetizzatori, la gentilezza melodica e i testi schietti e diretti - e calca la mano sulle contraddizioni come non mai. E' difficile dare una definizione del suo stile, dolcemente pop e allo stesso tempo schizofrenicamente sopra le righe. Per quanto riguarda i contenuti è uno di quei dischi che scandalizza la famigliola da telefilm americano. Irriverente, condito di riferimenti più o meno espliciti alla sessualità: un fattore che attira molto l'attenzione tanto che attualmente le discussioni più vivaci sul Web sono quelle intorno a un'unica (innocente?) frase, "I've spent the summer on my back" della quale l'autrice non conferma né smentisce l'ambiguità. Parole che si trovano nello stesso brano, "Surgeon", che come ritornello utilizza un estratto dai diari di Marilyn Monroe "Best finest surgeon/ Come cut me open". Annie Clark, elegante e raffinata come la più glamour delle modelle, soffia la polvere di perbenismo che ricopre la società a stelle e strisce. E con che classe. Una signorina figlia del Sud conservatore, nata in Oklahoma e vissuta in Texas, alza il velo e dice: "I've seen America with no clothes on". Fa tornare alla mente la giovane Tori Amos dei tempi di Under the Pink o The Choir Girl Hotel in brani come "Chloe in the Afternoon", "Strange Mercy" o "Cheerleader". Ma se la rossa usava come arma d'attacco il pianoforte, St. Vincent ci tiene a dire di essere una chitarrista prima che una cantante (in passato ha fatto parte dei Polyphonic Spree e della touring band di Sufjan Stevens). Molto particolare il suo modo di suonare lo strumento in questo disco, come un pittore puntinista potrebbe usare un pennello. Un contributo musicale importante poi è quello di Bobby Sparks con i suoi mini Moog e wurtlizer suonati a piene mani in ogni brano. E' un ascolto sorprendente e piacevole come pochi, a maggior ragione perchè giunto più o meno inaspettato. Spietato fascino pop nel suo miglior vestito.


78/100

St. Vincent

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