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Marlene Kuntz (2009) Cercavamo il Silenzio |
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Scritto da A.D.
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Titolo: Cercavamo il Silenzio Autore: Marlene Kuntz Anno: 2009 Elemento: 
 Per chi, come il sottoscritto, ha avuto modo di seguire la carriera di Cristiano Godano e soci fin dagli esordi, è davvero difficile approcciarsi alle nuove uscite a nome Marlene Kuntz, oramai lontanissime dal graffiante noise-rock dei primi dischi, in favore di un approccio sempre più intimo e cantautorale. I Marlene, al contrario di altri nomi di primo piano della scena indipendente italiana degli anni '90, nel corso di tutti questi anni hanno saputo mantenere una certa integrità e ciò merita senza dubbio di essere rimarcato. Loro non si sono venduti in nome del successo facile, sono semplicemente cambiati, prima di tutto come uomini. Resta il fatto che, in questa seconda vita artistica, la resa finale dei pezzi troppo spesso non convince, soprattutto a causa dello stile di scrittura di Godano, che, messi da parte l'ardore giovanile e la spontaneità dei tempi di Catartica (1994), oramai si è totalmente immedesimato nel ruolo del raffinato intellettuale, grande appassionato di letteratura e dedito, nei suoi pezzi, al citazionismo più colto. Peccato solo che il Nostro non sia un novello De Andrè e che il più delle volte le sue composizioni, sebbene estremamente eleganti, risultino pesanti e fin troppo pretenziose. Questo Cercavamo il silenzio, cd più dvd dal vivo, è il resoconto di un esibizione dei Marlene tenutasi al Teatro Sannazzaro di Napoli in occasione dell'“Uno: live in love tour”, serie di concerti che ha visto la band salire sui palchi dei teatri di tutta Italia. La location appare senza dubbio adatta al nuovo corso e pezzi come “Il Vortice” o “La Lira di Narciso” risultano adeguatamente valorizzati dall'interpretazione da attore consumato che Godano può nell'occasione concedersi. Le dolenti note emergono nel momento in cui i Marlene decidono di tirar fuori dall'armadio un vecchio successo come “Sonica”, qui trasformata in un'estenuante, quanto priva di senso, maratona semiacustica di più di quindici minuti che si fatica davvero a portare a termine. A questo punto, sarebbe auspicabile che abbandonassero definitivamente certo repertorio giovanile per dedicarsi unicamente alla produzione più recente. In “Fantasmi”, brano di Uno, ultima fatica in studio dei Nostri (2007), Godano non ha esitato a prendere posizione contro le critiche già allora mosse da molti estimatori della prima ora, cantando “Mi piaccio un sacco e se mi stimo anche di più, tanto a tirar giù il prezzo poi ci pensi tu. Continuo avanti in direzione fatti miei e sui tuoi soldi risparmiati troverai mia corrosiva indifferenza”. Bene, caro Cristiano, io considero le tue recenti scelte artistiche del tutto rispettabili, ma preferisco decisamente ricordarti per come eri. Senza rimpianti. 5.5/10
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