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    Quando si dice che Lanegan potrebbe leggere anche il bollettino meteo mentre girano quattro accordi che tanto con quella voce farebbe comunque un figurone, si dice il vero. Tuttavia il settimo LP in studio del crooner di Ellensburg appare scoordinato, quasi asettico, mai completamente a fuoco. Ma in fondo cos'altro deve dimostrare? Se poi volete proprio fargli il funerale, che questo almeno sia blues!

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  • Nuovo Disco Chiave: Piano Magic, Disaffected (2005)

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Polozov
Peace
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LiveLoveA$AP
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A Place to Bury
Strangers Onwards...
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Pop. 1280
The Horror
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Ternion
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Angels of Darkness...
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Alcest
Les Voyages De L'Âme
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Resolution
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Woods of Desolation
Torn Beyond Reason
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Ed Laurie
Cathedral
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Abe Sada
The Motion of...
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Low-Fi
What We Are Is Secret
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Miriam Mellerin
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Above the Tree &
the E-Side Wild
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Farmer Sea
A Safe Place
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Maria Antonietta
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AcomeandromedA
Occhio comanda colori
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Circo Fantasma
Playing with the Ghost
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Titolo: Carboniferous Artista: Zu Anno: 2009 Elemento:


D
opo lo split con Il Teatro degli Orrori dello scorso anno, tornano alla carica, è proprio il caso di dirlo, i romani Zu. La lora ultima fatica Carboniferous prevista per febbraio su Ipecac sembra riallacciarsi fin dai primissimi ascolti, per qualità e aggressività, ai meravigliosi fasti di quell'Igneo che nel lontano 2002 permise loro di affrontare a testa alta pubblico italiano e internazionale, per quanto poi non abbia loro impedito di rilasciare dichiarazioni dai contenuti discutibili.
Carboniferous arriva, in ogni caso, risollevando una carriera divenuta forse soggetta a dispersioni di idee non più fresche come un tempo, e riportando l'attenzione direttamente e fortunatamente sulla loro musica.
Da questo punto di vista non possiamo che essere soddisfatti. Dediti all'evoluzione costante del proprio sound, gli Zu spostano le coordinate quel tanto che basta a rinfrescare la proposta dimostrandosi in grado di rivedere le proprie soluzioni con successo. Il free jazz votato all'hardcore, chiamato anche jazz-core, degli esordi assume nuove forme, instaurando un inatteso quanto riuscito rapporto con una più sana fruibilità. A onor del vero, è rimasto meno spazio per la componente puramente jazz.
Prestate attenzione, tuttavia. Stiamo parlando pur sempre degli Zu, per cui non cerchiamoci melodie ficcanti e ritornelli ad hoc. Il caos cerebrale degli esordi viene veicolato in Carboniferous con cura, contenendo abilmente le esplosioni dei primi episodi così da rendere più godibile anche se meno d'impatto il prodotto finale. La perizia tecnica del combo non passa certo in secondo piano: il lavoro sul basso di Massimo Pupillo è ingegnoso e e ricco di sfumature, completando la già notevole sezione ritmica e colpendo nel segno con il suo atipico uso di effetti. Pulsa costante e martellante e non è un crimine giungere alla conclusione che una grossa fetta di Carboniferous si regge sulle sue contorsioni. Il sax di Luca Mai è forse meno protagonista che in precedenza, eppure i suoi ingressi sono dissonanze frenetiche che si avvolgono attorno all'ascoltatore riallacciandosi ai momenti più intensi di Igneo, proseguendo quindi nella ricerca della nota più improbabile. Da notare anche la collaborazione con Mike Patton in Soulympics, che non aggiunge nulla alla qualità finale dell'album e palesa, se ancora ce ne fosse bisogno, l'ammirazione del leader della Ipecac per la band nostrana.
Un appunto lo si può muovere al suono finale, incisivo ma non quanto la collaborazione con Albini: quella produzione coglieva lo spirito degli Zu, catturando egregiamente la fragorosa prestazione live del trio e sembra ancora essere il modo migliore per imprimere su disco questa musica assolutamente fuori controllo.
Per le mani abbiamo comunque una delle prime uscite interessanti di questi primi giorni del 2009, ed è un piacere trovarsela in casa nostra. Pur giocando con elementi poco ortodossi e scegliendosi quindi per forza di cose un target ristretto, gli Zu continuano per la loro strada irriducibili. Manca probabilmente l'elemento novità in Carboniferous, ma è innegabile che l'amalgama sonoro del trio romano sia piuttosto peculiare non solo per il mercato italiano.
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