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Negazione (1986) Lo Spirito Continua Stampa
Scritto da P.B.   
Titolo: Lo Spirito Continua Autore: Negazione Produttore: Dolf Anno: 1986 Etichetta: T.V.O.R. Elemento:
I
l fumo dopo l’esplosione è già calato e l’ordine si sta rimpossessando di ciò che alcuni ragazzi avevano provato a rubare. E’ a questo punto che si sente riecheggiare il canto del cigno di quattro di questi tentati ribelli (“piccole minacce in un tempo sbagliato” si definiranno), ovvero i Negazione.
“Lo Spirito Continua” rimane tutt’oggi l’episodio più fulgido di una saga che per svariate motivazioni si è esaurita relativamente presto ('83-’92, quantomeno ufficialmente). Non mancano gli elementi di distacco dai lavori precedenti: una cattiveria smussata, limata, incanalata in nuovi e più consapevoli binari; una maggiore rassegnazione, testimonianza dell’enessima sconfitta; una flebile speranza in fondo al tunnel, figlia di uno spirito ferito ma non morto.
Compaiono poi le prime liriche in lingua inglese (affiancate da quelle in lingua madre, forse le più ispirate dai tempi degli esordi), primo tentativo di “esportazione” dell’hardcore-punk italiano, tentativo peraltro non del tutto fallito.

(A-Side)
Apre “La Vittoria della Sconfitta”, chitarre acide e batteria accompagnano Zazzo che sputa fuori un canto funebre sulle spoglie di una speranza ormai uccisa:

“Quante volte ancora mi mostrerete
che questo posto non e` il mio
in ogni istante, ad ogni occhiata
in ogni pensiero, ad ogni azione”.

Si sviluppa la forte consapevolezza di essere fuori posto, la necessità di adattarsi agli sguardi ostili, di ritagliarsi il proprio piccolo e sudicio posto in questa vita.
“Lasciami Stare”. La violenza mi serve per allontanare gli intrusi. Allo stesso modo scaccio anche coloro e quelle cose che un tempo amavo e che ora rappresentano solo dolorosi ricordi.

“Ancora, ancora, apro gli occhi e non ci sento
la mano sanguina, gioia estrema, dove sei?
andare via, la finestra si è spaccata
adesso ricordo, corri forte anche per me”.

“Thinking of Somebody Else”, “Dritto Contro un Muro” e “Niente” completano il lato-A senza discostarsi troppo dal clima respirato nelle prime due canzoni: ancora dolore e fastidio, sensazioni elencate alla rinfusa, turbinii di parole e immagini provenienti dal confuso scorrere di una vita apparentemente insensata.

(B-Side)
Il secondo lato si apre con “Un Amaro Sorriso”, capolavoro assoluto e momento topico dell’album: nuove strade si affiancano a quelle della disillusione; una debole ma rinnovata speranza, la fiducia in obiettivi che sfuggono alla maggior parte della gente e per questo risultano alienanti, la consapevolezza che ci sia stato affidato un compito di redenzione, quantomeno per noi stessi:

“Forse stiamo sbagliando
ma chi sarà mai l'eroe del giusto?
non rimarrà niente di quello che siamo
risate sfuocate nello specchio del vivere
sberleffo alla santa ragione
ricorderemo sempre tutto
lucidi guerrieri pronti a vendicare la vita”.

Zazzo appare davvero indemoniato, dando fondo come sempre fino alle ultime gocce di voce. Roberto inanella un riff dopo l’altro coadiuvato da Marco al basso, il tutto orchestrato dagli improvvisi stacchi di Fabrizio. Un suono graffiante e molesto che però penetra immancabilmente fino ai nostri antri più bui.
“Straight and Rebel” è un piccolo tributo alla spensieratezza di un tempo, mentre “Qualcosa Scompare” pianta i paletti di una più sofferta maturità: tutto se ne va, persone ed emozioni indiscriminatamente. Ma ecco che qualcos’altro ricompare, sentimenti forse dimenticati, forse inconcepili in mezzo a questo grigiore:

“Dovunque tu sia, dovunque io vada
saremo sempre unici.”

Il tanto agognato barlume è stato concepito, se non ancora raggiunto.
Arriva “Lei Ha Bisogno di Qualcuno che La Guardi”, poesia in musica, metafora niente meno che della Paura:

“Voglio rituffarmi nella notte e ritrovare
la mia compagna di sempre, perchè lei
mi sta aspettando: io lo so che è là,
in qualche angolo della mente, pronta a
trascinare la sua luce e ad inondare i miei occhi.”

La violenza strumentale appare leggermente attutita per far spazio ad una latente malinconia, sottolineata ancora una volta da un cantato sopra le righe e dagli inquieti cambi di armonie che in un baleno portano alla fine della canzone.
Chiude la title-track, sunto di tutto il lato “meno oscuro” dell’album, quello che lascia spazio a visioni di un futuro meno contrastato.

Con questo lavoro i Negazione raccolgono molti degli input che l’hardcore aveva suggerito pochi anni prima, condendoli con un’ispirazione e un’intensità uniche nel genere e destinate a restare ineguagliate.
Sebbene la qualità delle registrazioni rimanga non altissima, l’unicità di quest’album non passa certamente inosservata, e, oltre a distruggere buona parte delle precedenti certezze, non manca di lasciare sparsi qua e là i germi di nuove consapevolezze che potranno forse alleviare il dolore e l’insicurezza che talvolta ci ottenebrano cuore e mente.
01. La vittoria della sconfitta
02. Lasciami stare
03. Thinkin' of somebody else
04. Diritto contro un muro
05. Niente
06. Un amaro sorriso
07. Straight and rebel
08. Qualcosa scompare
09. Lei ha bisogno di qualcuno che la guardi
10. Lo spirito continua


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Legenda


Oro

Disco Chiave, Imprescindibile

Mercurio

Potenziale Capolavoro

Rame

Ottimo Esordio

Antimonio

Grande, Inatteso Ritorno

Zolfo

Interessante, Buono

Stagno

Intorno alla Sufficienza

Piombo

Aurea Mediocritas

Ferro

Crosta, Insufficiente

Disgustorama

Pietra dello Scandalo

 

 

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