• One More Whiskey for Mark

    Quando si dice che Lanegan potrebbe leggere anche il bollettino meteo mentre girano quattro accordi che tanto con quella voce farebbe comunque un figurone, si dice il vero. Tuttavia il settimo LP in studio del crooner di Ellensburg appare scoordinato, quasi asettico, mai completamente a fuoco. Ma in fondo cos'altro deve dimostrare? Se poi volete proprio fargli il funerale, che questo almeno sia blues!

  • Electro chart 2011

    Mettere in fila per merito la mole di dischi di qualità usciti nel 2011 non è stato facile. Nonostante si sia parlato diffusamente della crisi del formato LP, infatti, la realtà dimostra che, per una volta, stiamo assistendo alla maturazione di un nuovo e diverso modo di intendere la musica che a andrà a convivere con il tradizionale, piuttosto che soppiantarlo.

  • Il rock internazionale del 2011: I 30 dischi che hanno segnato l'annata

    Non c’è bisogno di spiegazioni, né ci sembra il caso di dover raccontare che annata è stata questo 2011 per il rock internazionale. È tutto riportato in questo articolo: i migliori album, una selezione di canzoni e un pugno di eventuali oscar per segnalare personaggi, dischi e momenti importanti di questi dodici mesi

  • Made in Italy: la classifica del 2011

    Come ogni anno, dicembre è mese di bilanci e classifiche riepilogative. Per la prima volta noi del Panopticon abbiamo deciso di proporre anche una selezione del meglio della musica pubblicata nel Belpaese in questo 2011

  • 2011: The Year Pink Broke, rassegna di un'annata dominata dal rock al femminile

    Se ci voltiamo indietro a guardare un fermo immagine raffigurante i protagonisti dell'annata musicale appena conclusa, è impossibile non notare con piacere i tanti volti femminili che abbiamo incontrato in questi mesi. Nel 2011, fra graditi ritorni ed entusiasmanti nuove proposte, la musica al femminile ha brillato come non mai.

  • Nuovo Disco Chiave: Piano Magic, Disaffected (2005)

    I Piano Magic arrivano all'anno duemilacinque seguendo un percorso per molti aspetti inverso al pionieristiso allontanamento dalle proprie radici artistiche, che Glen Johnson e soci paiono invece aver progressivamente canonizzato e reso parte fondamentale di un amalgama quantomai originale.

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Polozov
Peace
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Jess & Crabbe
Bazzerk
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Subwave
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Luciano
Vagabundos
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Hobo
Iron Triangle
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Drake
Take Care
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A$AP Rocky
LiveLoveA$AP
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A Place to Bury
Strangers Onwards...
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Bright Moments
Natives
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Howler
America Give Up
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Pop. 1280
The Horror
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We Have Band
Ternion
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Earth
Angels of Darkness...
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Alcest
Les Voyages De L'Âme
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Lamb of God
Resolution
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Woods of Desolation
Torn Beyond Reason
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Torn Beyond Reason
Ed Laurie
Cathedral
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The Big Pink
Future This
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Abe Sada
The Motion of...
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Low-Fi
What We Are Is Secret
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Miriam Mellerin
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Miriam Mellerin
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Above the Tree &
the E-Side Wild
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Farmer Sea
A Safe Place
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Vittorio Cane
Palazzi
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Palazzi
Maria Antonietta
Maria Antonietta
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AcomeandromedA
Occhio comanda colori
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Circo Fantasma
Playing with the Ghost
Circo Fantasma
Playing with the Ghost
Titolo: Lo Spirito Continua Autore: Negazione Produttore: Dolf Anno: 1986 Etichetta: T.V.O.R. Elemento:
I
l fumo dopo l’esplosione è già calato e l’ordine si sta rimpossessando di ciò che alcuni ragazzi avevano provato a rubare. E’ a questo punto che si sente riecheggiare il canto del cigno di quattro di questi tentati ribelli (“piccole minacce in un tempo sbagliato” si definiranno), ovvero i Negazione.
“Lo Spirito Continua” rimane tutt’oggi l’episodio più fulgido di una saga che per svariate motivazioni si è esaurita relativamente presto ('83-’92, quantomeno ufficialmente). Non mancano gli elementi di distacco dai lavori precedenti: una cattiveria smussata, limata, incanalata in nuovi e più consapevoli binari; una maggiore rassegnazione, testimonianza dell’enessima sconfitta; una flebile speranza in fondo al tunnel, figlia di uno spirito ferito ma non morto.
Compaiono poi le prime liriche in lingua inglese (affiancate da quelle in lingua madre, forse le più ispirate dai tempi degli esordi), primo tentativo di “esportazione” dell’hardcore-punk italiano, tentativo peraltro non del tutto fallito.

(A-Side)
Apre “La Vittoria della Sconfitta”, chitarre acide e batteria accompagnano Zazzo che sputa fuori un canto funebre sulle spoglie di una speranza ormai uccisa:

“Quante volte ancora mi mostrerete
che questo posto non e` il mio
in ogni istante, ad ogni occhiata
in ogni pensiero, ad ogni azione”.

Si sviluppa la forte consapevolezza di essere fuori posto, la necessità di adattarsi agli sguardi ostili, di ritagliarsi il proprio piccolo e sudicio posto in questa vita.
“Lasciami Stare”. La violenza mi serve per allontanare gli intrusi. Allo stesso modo scaccio anche coloro e quelle cose che un tempo amavo e che ora rappresentano solo dolorosi ricordi.

“Ancora, ancora, apro gli occhi e non ci sento
la mano sanguina, gioia estrema, dove sei?
andare via, la finestra si è spaccata
adesso ricordo, corri forte anche per me”.

“Thinking of Somebody Else”, “Dritto Contro un Muro” e “Niente” completano il lato-A senza discostarsi troppo dal clima respirato nelle prime due canzoni: ancora dolore e fastidio, sensazioni elencate alla rinfusa, turbinii di parole e immagini provenienti dal confuso scorrere di una vita apparentemente insensata.

(B-Side)
Il secondo lato si apre con “Un Amaro Sorriso”, capolavoro assoluto e momento topico dell’album: nuove strade si affiancano a quelle della disillusione; una debole ma rinnovata speranza, la fiducia in obiettivi che sfuggono alla maggior parte della gente e per questo risultano alienanti, la consapevolezza che ci sia stato affidato un compito di redenzione, quantomeno per noi stessi:

“Forse stiamo sbagliando
ma chi sarà mai l'eroe del giusto?
non rimarrà niente di quello che siamo
risate sfuocate nello specchio del vivere
sberleffo alla santa ragione
ricorderemo sempre tutto
lucidi guerrieri pronti a vendicare la vita”.

Zazzo appare davvero indemoniato, dando fondo come sempre fino alle ultime gocce di voce. Roberto inanella un riff dopo l’altro coadiuvato da Marco al basso, il tutto orchestrato dagli improvvisi stacchi di Fabrizio. Un suono graffiante e molesto che però penetra immancabilmente fino ai nostri antri più bui.
“Straight and Rebel” è un piccolo tributo alla spensieratezza di un tempo, mentre “Qualcosa Scompare” pianta i paletti di una più sofferta maturità: tutto se ne va, persone ed emozioni indiscriminatamente. Ma ecco che qualcos’altro ricompare, sentimenti forse dimenticati, forse inconcepili in mezzo a questo grigiore:

“Dovunque tu sia, dovunque io vada
saremo sempre unici.”

Il tanto agognato barlume è stato concepito, se non ancora raggiunto.
Arriva “Lei Ha Bisogno di Qualcuno che La Guardi”, poesia in musica, metafora niente meno che della Paura:

“Voglio rituffarmi nella notte e ritrovare
la mia compagna di sempre, perchè lei
mi sta aspettando: io lo so che è là,
in qualche angolo della mente, pronta a
trascinare la sua luce e ad inondare i miei occhi.”

La violenza strumentale appare leggermente attutita per far spazio ad una latente malinconia, sottolineata ancora una volta da un cantato sopra le righe e dagli inquieti cambi di armonie che in un baleno portano alla fine della canzone.
Chiude la title-track, sunto di tutto il lato “meno oscuro” dell’album, quello che lascia spazio a visioni di un futuro meno contrastato.

Con questo lavoro i Negazione raccolgono molti degli input che l’hardcore aveva suggerito pochi anni prima, condendoli con un’ispirazione e un’intensità uniche nel genere e destinate a restare ineguagliate.
Sebbene la qualità delle registrazioni rimanga non altissima, l’unicità di quest’album non passa certamente inosservata, e, oltre a distruggere buona parte delle precedenti certezze, non manca di lasciare sparsi qua e là i germi di nuove consapevolezze che potranno forse alleviare il dolore e l’insicurezza che talvolta ci ottenebrano cuore e mente.
01. La vittoria della sconfitta
02. Lasciami stare
03. Thinkin' of somebody else
04. Diritto contro un muro
05. Niente
06. Un amaro sorriso
07. Straight and rebel
08. Qualcosa scompare
09. Lei ha bisogno di qualcuno che la guardi
10. Lo spirito continua
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