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Titolo: Linea Gotica Artista: C.S.I. Produttore: C.S.I. Anno: 1996 Etichetta: Black Out Elemento: "L
a linea gotica fu il nome dato dai tedeschi (Gotenstellung) alla linea lungo cui correva il fronte di guerra in Italia durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale: a nord erano attestate le forze dell' asse ovvero la Wehrmacht ed i militari della RSI, a sud gli alleati angloamericani." (da Wikipedia)
"Linea Gotica e' un disco di chitarre elettrificate, anche alle tastiere, al basso, alla voce e' prima consigliato poi imposto di adeguarsi. A conti fatti questo e' il suono del nostro tempo, per quanto detestabile possa essere questo tempo e questo suono." (dal booklet)
Una proposta come il qui presente 'Linea Gotica' denota una passione per la musica che pochissime (alcuni sostengono addirittura nessune) realta' musicali italiane possono vantare. La fusione di rock eclettico e cantautorato trova nel Consorzio Suonatori Indipendenti la sua forma piu' matura ed elegante. La cultura che traspare dalle liriche di Giovanni Lindo Ferretti (troppo grande la parentesi da aprire per i CCCP per poterla affrontare in questa sede) non e' volta ad impressionare con frasi ad effetto, non e' attacco gridato senza tregua: e' sottile, e' critica e ragione, e' dramma e poesia. Nell'arco di otto anni e tre dischi, il C.S.I. ha scritto alcune delle piu' belle pagine della musica italiana, ed e' a loro che alcuni gruppi di punta (Marlene Kuntz e Ustmamo', per citarne un paio) devono il successo. Senza contare il loro attivismo nella letteratura e nella cinematografia. Nel momento in cui il C.S.I si riuniva per comporre questo disco nel casale 'L'Olmaia' in Val d'Orcia (Toscana), la Jugoslavia veniva messa a soqquadro. Dalle fiamme che bruciano la biblioteca a Sarajevo, ha inizio il discorso del Consorzio. Parole scelte con cura vanno a descrivere lo stupore di fronte all'umana follia, la rabbia per azioni recidive che si ripetono ciclicamente, poesia per vittime e carnefici. Il tutto immerso in un'atmosfera di dramma di altri tempi, eppure terribilmente attuale, tra Pasolini e Fenoglio. Come dichiara Ferretti nelle pagine del booklet, 'Linea Gotica' vive su chitarre elettriche e tutto ruota attorno a questa elettricita': le poche note, in molti casi distorte e quasi strappate, delineano il mood del disco ed intorno ad esse si snoda la voce monocorda ma terribilmente tragica di Ferretti, accompagnata in lontananza dagli splendidi cori di Ginevra Di Marco. Arricchendo il tutto con una chitarra acustica che arriva in tempo per alleviare il dolore (suonata da Gianni Maroccolo che, come in passato, abbandona il basso in diversi episodi), da un violino in preda a spasimi e da un pianoforte che distilla le giuste note, il C.S.I costruisce dieci pezzi da cui non c'e' scampo. L'assenza nella maggioranza di essi della batteria (dovuta per lo piu' alla dipartita del batterista Pino Gulli) spoglia le canzoni di quella base ritmica che le terrebbe legate alla terra, lasciandole a mezz'aria all'altezza dei nostri occhi in alcuni casi ('Irata') e conferendo un suono greve in altri ('Sogni e Sintomi'). Vero cuore pulsante dell'album, sono le liriche, sicuramente tra le piu' belle che la musica italiana possa vantare (se mai lo fara'). Ferretti, tradendo un'inarrestabile voglia di raccontare, ci narra di Sarajevo, della fine di un sogno, di amore (con l'aiuto di Battiato), della Resistenza, di Dio, mettendo a nudo la nostra odierna societa', rivelando sentimenti che se mai sono stati tenuti nascosti e' anche vero che raramente se ne è parlato, e ancor piu' raramente in questo modo. Diventa epico in certi passaggi, ma non si trattiene mai piu' del dovuto dal tornare fra noi, per continuare la sua e la nostra storia. A partire dall'opener (nonche' singolo) 'Cupe Vampe', passando per 'Blu', per 'Millenni' e per 'L'ora delle tentazioni' ci troviamo immersi in un panorama fumoso e desolato. E nel cantare e suonare la nostra solitudine, il C.S.I. non perde mai la consapevolezza di cio' che ci circonda e nell'incubo moderno che ci descrive trovano spazio i nostri sogni, come in 'E ti vengo a cercare'. 'Linea Gotica' e' in definitiva un disco intenso, meraviglioso e intimo che brucia dentro l'ascoltatore, e apre gli occhi su qualcosa che e' comodo non vedere. Il rock italiano passa obbligatoriamente da qui. 01. Cupe Vampe 02. Sogni E Sintomi 03. E Ti Vengo A Cercare 04. Esco 05. Blu 06. Linea Gotica 07. Millenni 08. L'Ora Delle Tentazioni 09. Io E Tancredi 10. Irata
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