dub hop, urban soul. King Midas Sound è un progetto della Hyperdub firmato Roger Robinson e Kevin Martin. Per Waiting For You, tra le più acclamate uscite dell'ultimo scorcio del decennio appena concluso, i due si sono avvalsi del contributo della cantante e illustratrice Kiki Hitomi (suo infatti l'efficace artwork), giapponese di base a Londra. Senza girarci troppo attorno, visto che ha già fatto abbondantemente discutere i più attenti alla scena, si tratta di un disco sì immerso nel contesto dubstep e certamente parte del filone, ma che si muove di qua e di là del suo confine per abbracciare di volta in volta sensazioni differenti eppure ben amalgamate fra loro. Ergo dentro lo schema e al contempo estraneo ad esso, Waiting For You rilascia fumi di urban soul mentre scorre lungo la trasversale diretta al termine della notte: è dub hop metropolitano, avvicinandosi al concetto di esperanto e meltin pot musicale di Dusk & Blackdown. D'altronde si respira Oriente grazie alla Hitomi, ma anche Giamaica, Africa, e certamente la stessa Londra. Nella pratica, è ciò che il Del Naja attuale può solo sognare di ottenere. La partenza con "Cool Out" è vera e propria dichiarazione d'intenti:
"bass super heavy and the lyrics well clever", incedere ipnotico, versi che odorano di strada e musica nera. Avanti con la
titletrack e "One Ting", senza strattoni; melodie vocali efficaci tanto quanto il tappeto sonoro su cui poggiano e dal quale spesso si alza un'avvolgente nebbia di rumore. Ottima "Earth a Kill Ya", pezzo di denuncia nei confronti dello spregiudicato sfruttamento ambientale e del malato rapporto uomo-natura (
"The end is coming but you don't see the signs"), con ritmo tribaleggiante e slang quasi altrettanto esotico. Si prosegue come da copione con "Darlin'" e "Meltdown", quest'ultima già apparsa nella compilation celebrativa dei cinque anni di vita dell'etichetta londinese: perfetta la sintesi tra strutture pop con regolare alternanza strofa-ritornello, e un groove tale da non far rimpiangere la mancanza di adrenalina. "I Man" rimarca le radici dub del combo mentre "Goodbye Girl", tra gli apici dell'album, ammicca al migliore trip-hop, così come "Lost", il pezzo immediatamente successivo. Non tradisce il finale, segnato dai poco incoraggianti scenari di "Outta Space" e "Miles and Miles". Non molti lavori, quale che sia la scena cui vengono fatti derivare, possono vantare la ricchezza e la fruibilità di Waiting For You, che aggiunge al tutto un'atmosfera irresistibile. Non resta che attendere il buio, accendere una candela e inforcare le cuffie.