electronica. ErreicsErreipsilon ma si legge "rex ray"; uniche informazioni sul ragazzo/i un myspace misterioso e freddo; segni particolari, due asterischi sulla copertina dell'album e su un paio d'occhi dentro un cappuccio, mentre sullo sfondo un fucsia riempie il cielo di acidi presentimenti. Otto canzoni
ex abrupto che parlano per influenze. Sempre il myspace, quasi a indice dell'opera, elenca tanti nomi, fra cui Flying Lotus, Prefuse 73, Burial, Aphex Twin, Telefon Tel Aviv etc etc.. Un testamento proemiale, un biglietto da visita per un disco che se conosce tanti misteri e dubbi, di certo non conosce il dilemma più importante: vale o non vale? Vale, eccome. Le tracce di RxRy non lasciano affatto indifferenti, ma anzi spingono all'ascolto ripetuto, spaziando da sonorità più chiuse e claustrofobiche ad altre più aperte e leggere; l'elettronica comunque rimane il piano di riferimento ineludibile, come d'altronde si sarebbe potuto evincere dalle premesse. Basta ascoltare "Eaurowi" per rimanere sensibilmente scottati da un sound ereditato sì da padri putativi onestamente dichiarati, ma comunque tenuto vivo non con escamotages liceali o di dubbio gusto. L'introduttiva "Baulkn Slihts", più lineare ma efficacissima, pare quasi denunciarci subito il centro del discorso: siamo davanti a bella musica, bellissima se volete, ma ci manca un'identità. Il che in realtà, non è nemmeno quella novità, visto i ben noti predecessori, ma questa volta l'esigenza pare essere se non altro legittima, vista l'urgenza, dopo un ascolto profondo del disco, di una collocazione in un contesto di senso, forse infine solo storico. O forse ci siamo sempre sbagliati, cosa assai probabile, e canzoni come "Prajhil Rythm" o "Convrtbl Bvbes", alla fine, conta che qualcuno le abbia fatte e le continui a fare. C'è tutto, dal drone alla cassa dritta, dai
boardsofcanadismi all'apertura che rivela e copre di matrice dream; c'è pure una email sull'ormai familiare sito di RxRy, ma non c'è la voglia di scrivergli e domandargli perché, non c'è voglia di alimentare un mistero che forse mistero non è. Forse è meglio accontentarsi di un ennesimo forse e rispettare le note di "Edvrd Rvrfy Guitr" immaginandosi un Rexrey polimorfo, senz'anima e identità. Teniamoci stretti il Nulla.