electronica. Che Matt Cutler ci abbia messo troppa ecstasy nel suo cocktail sonoro? La domanda è lecita dopo l'ascolto di questo Ecstasy & Friends, seguito del molto occhialuto Lemurian e nuovo lavoro d'elettronica e sudore, a volte dal gusto leggermente artificiale. Le tre tracce d'apertura, "To Be With a PersonThat You Really Dig", "Sungrazer Cascade" e "Paradise Backyard Jam" rappresentano la sintesi perfetta dell'intero work della Werk: beat ampio, stratificazioni dei synth e tanto tanto occhiale brillante (sì, come la copertina di Lemurian, che a questo punto credo dovreste davvero andare a cercare..). Ammettendo un'ignoranza non colpevole, non sappiamo se il titolo dell'album parli di ecstasy o di estasi, incertezza che potrebbe cambiare il tutto: dalla mistica di Santa Teresa ad una ben più laica forma di potenziamento chimico, le coordinate di fruizione del disco potrebbero cambiare di molto. Ma poi, pensiamo all'occhiale... A parte l'estatico aut/aut, rimangono comunque i
friends, e di quelli pare che il disco se ne occupi benissimo, allietandoli o descrivendoli con un ritmo sempre in avanti, raramente colto in una tanto vergognosa quanto imprudente pausa: l'album si dà come esercizio, poco riflessivo, ma abilissimo nel mostrare, al contrario, ogni minima fibra ri-flessa su uno scheletro ritmico osseo, rigido. Manca il dinamismo, però, perché se la droga/la visione apre con i synth, il beat dell'amicizia non pare coinvolgere che pochi amici ristretti, quasi cortigiani di un suono un po' monocromatico. Non c'è tanta voglia di approfondire un discorso così, tanto euforico quanto bacchettone, un po' rigido come le maestre delle scuole medie: aprono all'immaginario erotico con le loro gonne colorate, mentre la bocca articola costantemente il Verbo di un ben più rigido credo conservatore. E il colore di una rivoluzione sessantottina svanisce nella noia di un'ennesima giornata di scuola.