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Fluxion
Traces
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Squarepusher
Ufabulum
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Vijay Iyer Trio
Accelerando
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Tord Gustavsen Qtet
The Well
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Desolate
Celestial Light Beings
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Rusko
Songs
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Sendai
Geotope
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Bryter Layter
Two Lenses
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Light Asylum
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Lissy Trullie
Lissy Trullie
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Magic Wands
Aloha Moon
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Titolo
Islands
A Sleep & a Forgettin
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Jack White
Blunderbuss
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Blunderbuss
James Blackshaw
Love Is the Plan...
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See of Bees
Orangefarben
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Animal Collective
Transverse Temp...
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Transverse Temp...
Patrick Watson
Adventures in...
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Eternal Summers
The Dawn of...
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The Flaming Lips
and Heady Fwends
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Mirrorring
Foreign Body
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Foreign Body
Guano Padano
2
Guano Padano
2
Above the Tree
From the Memory...
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From the Memory...
WoraWoraWashington
Radical Bending
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Radical Bending
Il Triangolo
Tutte le canzoni
Il Triangolo
Tutte le canzoni
Il Pan Del Diavolo
Piombo, polvere...
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Piombo, polvere...
Giardini di Mirò
Good Luck
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Foxhound
Concordia
Foxhound
Concordia
Werner / Oil
Tries to Be Water
Werner / Oil
Tries to Be Water
Titolo: Wordplay for Working Bees Autore: Lucy Anno: 2011 Elemento: alt
alttechno-a step ahead. L'espatrio di Luca Mortellaro, bravissimo artista fondatore dell'etichetta Stroboscopic Artifacts e oggi residente a Berlino, sarà dovuto al rapporto senza eguali che quella città ha con la musica elettronica o è ascrivibile al fenomeno della cosiddetta fuga dei cervelli? L'una non esclude l'altra, ed è triste pensare che l'Italia di oggi non sappia offrire altre possibilità ad artisti di questo calibro che non sia un mercato autarchico di bassi spacca-woofer. Quale futuro avrebbe qui un disco come questo, genuinamente incerto tra funzionalismo e musica concettuale? Perennemente in tensione tra serietà poliritmica e sperimentativa e danza sudatissima, rimarrà sicuramente una delle uscite più interessanti in ambito techno. La copertina descrive il disco: completamente scura, se non per l'accenno di rumor bianco e per delle geometrie solo suggerite si adatta in qualche modo a convivere con il passatempo enigmistico del titolo. Wordplay for Working Bees stupisce per i momenti profondissimi e vuoti nonostante la ricchezza dei suoni dei ritmi (e qui Berlino si palesa in tutta la sua forza malinconica), un po' distorti un po' analogici, capaci di modellare e rendere una traccia una devastante droga estatica per il club ("Bein") o l'evoluzione possibile di vecchi discorsi IDM, degli Autechre in primis ("Tof"). L'oscillazione è continua non solo per quanto riguarda il tipo di fruizione del disco ma anche per i paesaggi sonori descritti, che spaziano senza sosta dal post apocalittico, in cui l'impronta dell'uomo rimane solo in forma di voci lontane, come da altoparlanti alla stazione o da un televisore distrattamente acceso, alla desolazione cosmica ("Gas"). Un lavoro estremamente maturo, quindi, nonostante sia un esordio e il perché si comprende dando un'occhiata agli altri lavori di questo giovane talento, tra melodie destrutturate, canzoni da ballare stremati sulla spiaggia all'alba e sperimenti freddissimi. Lucy è sicuramente un nome destinato al successo.

80/100

Lucy

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