Titolo: Secrets of the Beehive Autore: David Sylvian Produttore: Steve Nye Anno: 1987 Etichetta: Virgin Elemento: 

S ecrets of the Beehive è il capolavoro di David Sylvian, già voce dei romantici Japan e autore di una ormai pluri-decennale carriera solista che lo ha spesso portato a peregrinare per paesaggi - anche della mente - eterei e nebbiosi: quando senti parlare di un suo nuovo album, sai bene di quali colori può essersi servito prima ancora di ascoltarlo. Tuttavia grazie al meticoloso zelo con cui cura suoni ed arrangiamenti, è sempre riuscito a destare interesse senza ripiegare eccessivamente in idee già proposte, evitando quindi di rendere consevatrice la propria arte. "The sun shines high above The sounds of laughter The birds swoop down upon The crosses of old grey churches We say that we're in love While secretly wishing for rain Sipping coke and playing games September's here again September's here again"
È facile inserire Secrets of the Beehive in un contesto autunnale. A tal proposito ci aiuta anche il prologo acustico di “September”. Dischi come questo non sono però limitati ad un solo autunno, nello specifico quello dell’anno della sua uscita, il 1987: “i Segreti dell’Alveare” è un album senza tempo, libero dalle mode e da rispolverare ogni autunno. Da ascoltare in penombra, in una giornata di foschia e con una candela accesa. Questa è un’opera in grado di trasportarti dal buio alla luce.
Rispetto ad altri episodi della sua discografia, Secrets of the Beehive possiede una grazia più accessibile, confermando invece quell’elegante malinconia tipica dell’autore. Anticipa inoltre alcuni temi sonori che di lì a poco affioreranno anche nella clamorosa ascesa artistica dei Talk Talk.
Figura centrale per la riuscita dell’opera è quella di Ryuichi Sakamoto, co-autore della conclusiva “Forbidden Colours” e artefice di gran parte degli arrangiamenti delle dieci canzoni, altrimenti tutte composte dallo stesso Sylvian. La raffinatezza del maestro giapponese, si rivela da subito il valore aggiunto ad un gruppo di esecuzioni che trovano la loro ragion d’essere proprio recinte entro la saggia e mai eccessiva fantasia di Sakamoto.
L’immaginario sonoro sembra riprodurre i riflessi nel buio di quelle sculture raffigurate nel libretto di corredo al disco. Attraversando l’opera si scorre via lungo sentieri dark, come in “Maria”, il momento più tetro, in cui Sylvian sfoggia una classe che, seppur tentata, i Depeche Mode non hanno mai raggiunto. A tratti oscure, a tratti gentili come le note di piano che arrotondano l’arrangiamento della ballata mid-tempo “Orpheus”, le atmosfere del disco si accompagnano bene con una tazza di tè nero bollente. C’è spazio a sufficienza per meditare con questa musica, suggestionata da improvvise aperture armoniche. Si ascolti a tal proposito l’impenetrabile “The Devil’s Own”, in cui si intromette un’aria degna di musica da camera, ad illuminare il buio umore dell’interpretazione.
"The ticking of the clock Surely sunrise wont be long When darkness hides inside its own shadow The devil beats his drum Casting out his name Dragging all his own down into shame"
Solo apparentemente più scarno è invece l’arrangiamento di “Mother and Child”, in cui va in scena un teatrino jazz, arricchito in particolare dal basso di Thompson. La successiva “Let the Happiness” porta con sé un senso di sollievo, riuscito grazie all’ibridazione di pop da camera con ideali new age: capolavoro nel capolavoro. Sarebbe facile sostenere che altri santoni del dark un pezzo come questo non lo hanno e non lo scriveranno mai, ma godiamone solo noi e tuteliamone sempre il fascino: è già molto, e non è per tutti.
Quando poi arriva la conclusiva “Forbidden Colours”, si è già stati ammaliati da sì tanta grazia che quasi si stenta a credere che certe note siano state veramente incise. Non c’è bisogno di altro, basta la musica. Non è possibile. Invece è tutto vero, e accade ogni autunno. September's here again. 
01. September 02. The Boy With the Gun 03. Maria 04. Orpheus 05. The Devil's Own 06. When Poets Dreamed Of Angels 07. Mother and Child 08. Let the Happiness In 09. Waterfront 10. Forbidden Colours
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