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Chew Lips (2010) Unicorn Stampa
Scritto da D.S.   
Titolo: Unicorn Autore: Chew Lips Anno: 2010 Elemento:
female synth pop. Esce per la Kitsuné il già chiacchieratissimo esordio dei Chew Lips, nuova sensazione dell'electro-pop guidato da voce femminile che nelle ultime stagioni riscuote ampio successo in territorio britannico. Anticipato dal singolo "Play Together", Unicorn offre in buona sostanza nuova linfa a chi ha recentemente apprezzato La Roux e Victoria Hesketh (alias Little Boots), e non permette che si accumuli polvere sugli LP (o forse più facilmente sulle pile di mp3) di Gary Numan e Human League. Il synth-pop è dunque il campo d'azione dei londinesi Will Sanderson (al basso) e James Watkins (chitarra, sintetizzatori) che reggono le interpretazioni vocali della femme (fatale?) Tigs, che nell'immaginario erotico dei più navigati proverà - senza successo - a sostituire il culto di Debbie Harry. Ma il carattere, oltre che le belle labbra e un deciso taglio di capelli, c'è, e dona spessore a strutture ben pensate che abbisognavano proprio di melodie efficaci per distinguersi dall'agguerrito plotone di produzioni del genere. A dirla tutta, molti pezzi sembrano arrivare lì lì per stregarti, salvo poi mancare di quello sprint finale che ti faccia alzare entrambe le braccia al cielo dopo la volata. Elly Jackson (La Roux) ha una voce più isterica e fuori dagli schemi, Tigs agisce con maggior studio e classe, col rischio forse calcolato di non tirare fuori l'anima rock, ma quella da piano bar (si ascoltino appunto "Piano Song" e "Too Much Talking"). Magari qualche irregolarità sonora in più, come nel finale di "Eight", avrebbe alzato ulteriormente il coefficente finale di un disco che fila via velocissimo essendo composto di nove tracce su dieci contenute sotto i 3' e 30'', per soli trentadue minuti totali di corsa. Ciò non è per niente un difetto, anzi, facilita il giudizio (positivo) già dal secondo ascolto integrale: vengono fuori così gli highlight di canzoni capaci di intrattenere e forse, se appena ritoccate, ballare. In questo senso, oltre a "Play Together", si possono citare anche "Karen" (possibile nuovo singolo?), e la più articolata "Seven". In definitiva un album che a prescindere dal fattore moda, va davvero provato. Per di più, ha un artwork dall'impasto di colori davvero stiloso e tremendamente Eighties.
7/10
 
 
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Legenda


Oro

Disco Chiave, Imprescindibile

Mercurio

Potenziale Capolavoro

Rame

Ottimo Esordio

Antimonio

Grande, Inatteso Ritorno

Zolfo

Interessante, Buono

Stagno

Intorno alla Sufficienza

Piombo

Aurea Mediocritas

Ferro

Crosta, Insufficiente

Disgustorama

Pietra dello Scandalo

 

 

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