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Natural Snow Buildings (2009) Shadow Kingdom |
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Scritto da F.dV.
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Titolo: Shadow Kingdom Autore: Natural Snow Buildings Anno: 2009 Elemento:
drone, indie folk. Diffondere, o almeno approcciare nel modo corretto un lavoro come questo è compito delicato. La durata (quasi tre ore!), il genere, le dissonanze insistite che lo caratterizzano rappresentano un forte ostacolo per chi non avesse familiarità con le atmosfere pesanti, complesse e al tempo stesso fumose del genere drone. Non è però a partire da questi elementi che il disco in questione deve essere valutato, non sono questi i parametri di un corretto giudizio, mai in questo modo si comprenderà effettivamente il suo grande valore. Sin dal primo ascolto si riesce ad intravedere fra i rumori, nelle trame ossessive e dilatate, la principale dote dell’arte dei Natural Snow Buildings; l’uso sapiente di suggestioni rumoristiche combinato ad un fenomenale senso melodico, infatti, crea la giusta miscela in grado di dotare l’opera di un fascino magnetico quanto raro, dando le giuste soddisfazioni a chi cerca nell’ascolto le carezze dei fraseggi strumentali più fruibili, ma permettendo allo stesso tempo al duo francese di non dismettere mai i panni di cultori della beauty in the dissonance quali sono. Le chitarre elettrizzate suonano squillanti ed apertamente acide, innestandosi su arpeggi sempre molto ben intessuti; quando invece entra in scena l’acustica tutto diventa può ovattato ed intimo. È così che si presenta la traccia d’apertura del disco “The Fall of Shadow Kingdom”. Imponente nella sua eleganza, si tratta di un lento ondeggiare di feedback insaporito di pathos dall’aumentare e diminuire di volumi ed elementi musicali coinvolti. Un inizio difficile quanto fascinoso. A seguire, una sognante serie di frammenti sonori spezzettati che lasciano a bocca aperta (“Gauled Ones and Birth Rugs” su tutte) quando si trasformano in leggere ballate folk o in semplici litanie o filastrocche psicotrope che si riconcorrono e si fondono vicendevolmente. Quello dei Natural Snow Buildings, nome dietro al quale si nascondono Mehdi Ameziane e Solange Gularte, è una testimonianza di enorme talento, un’opera d’arte completa dal punto di vista musicale e concettuale, un affresco distorto e pronto ad essere riempito delle splendide sensazioni che si ripetono con gli ascolti.
7.5/10
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