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Scritto da S.P.
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Titolo: End Times Autore: Eels Anno: 2010 Elemento:
americana, folk rock. End Times rappresenta il secondo capitolo della saga del licantropo, la seconda faccia della medaglia di quell’Hombre Lobo uscito lo scorso anno. Se nel precedente lavoro l’alter ego di Mr. E si era lasciato tentare dalla follia e dagli istinti della passione, con risultati tuttavia altalenanti, in questo secondo episodio sceglie piuttosto l’introspezione e la solitudine come veicolo di comunicazione con il proprio animo. Questa sì che è la struggente fine dei tempi, così come disegnato dal fumetto in copertina che ritrae un vecchio dalla lunga barba grigia con il viso solcato dai segni della sua decadenza fisica e mentale. Nessuna immagine poteva essere più rappresentativa di questo End Times, forse l’album più stanco presente nella lunga discografia degli Eels. Che ti è successo Everett? È vero, ne hai passate tante e comunque tra i tuoi testi spuntano ancora piccole gemme di cantautorato, ma dov’è finita la poesia di Blinking Lights? Forse questa volta E si è fatto prendere la mano, facendo uscire questo nuovo capitolo a soli sei mesi dal precedente, un tempo abbastanza irrisorio rispetto ai suoi canoni, mettendosi a raccontare con infinita amarezza e disillusione della fine di una relazione, della morte dell’essere, della ricerca di forse irraggiungibili giorni migliori, enfatizzando forse un po’ troppo la vena depressiva per allungare il distacco da Hombre Lobo. Non stiamo forse esagerando? In ogni caso, nonostante la presenza certa di alcune tracce ben riuscite e le grandi capacità di Mr. E nel comporre testi di alta sensibilità, in questo End Times la noia è spesso dietro l’angolo.
6/10
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