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Fluxion
Traces
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Squarepusher
Ufabulum
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Vijay Iyer Trio
Accelerando
Vijay Iyer Trio
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Tord Gustavsen Qtet
The Well
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Desolate
Celestial Light Beings
Desolate
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Rusko
Songs
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Sendai
Geotope
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Bryter Layter
Two Lenses
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Light Asylum
Light Asylum
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Lissy Trullie
Lissy Trullie
Lissy Trullie
Lissy Trullie
Magic Wands
Aloha Moon
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Titolo
Islands
A Sleep & a Forgettin
Islands
A Sleep & a Forgettin
Jack White
Blunderbuss
Jack White
Blunderbuss
James Blackshaw
Love Is the Plan...
James Blackshaw
Love Is the Plan...
See of Bees
Orangefarben
See of Bees
Orangefarben
Animal Collective
Transverse Temp...
Animal Collective
Transverse Temp...
Patrick Watson
Adventures in...
Patrick Watson
Adventures in...
Eternal Summers
The Dawn of...
Eternal Summers
The Dawn of...
The Flaming Lips
and Heady Fwends
The Flaming Lips
and Heady Fwends
Mirrorring
Foreign Body
Mirrorring
Foreign Body
Guano Padano
2
Guano Padano
2
Above the Tree
From the Memory...
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From the Memory...
WoraWoraWashington
Radical Bending
WoraWoraWashington
Radical Bending
Il Triangolo
Tutte le canzoni
Il Triangolo
Tutte le canzoni
Il Pan Del Diavolo
Piombo, polvere...
Il Pan Del Diavolo
Piombo, polvere...
Giardini di Mirò
Good Luck
Giardini di Mirò
Good Luck
Foxhound
Concordia
Foxhound
Concordia
Werner / Oil
Tries to Be Water
Werner / Oil
Tries to Be Water

Entro la cornice di UmbriaJazz 2008 va in scena la prima data italiana del tour di Accelerate, l'album della vendetta rock degli R.E.M. da Athens, Georgia. Accolto con ottime recensioni e dalla sorpresa di chi li dava ormai per persi lungo le strade della ricerca del pezzo pop da MTV Total Request Live, Accelerate affonda un colpo vigoroso da parte di una band che non ha nulla da dimostrare, forte di un passato neanche troppo lontano in cui ha messo in fila un disco strepitoso dopo l'altro, fra cui almeno tre capolavori del rock americano dei loro anni. Pochi possono pescare fra una quantità di pezzi di livello assoluto come Stipe e amici, che si presentano al pubblico di questo tour determinati come non mai a riacquistare una credibilità rock persa - volutamente - negli anni seguenti la dipartita di Bill Berry. Se si aggiunge che è ormai rodatissimo l'affiatamento col polistrumentista Scott McCaughey e l'ex batterista dei Ministry Bill Rieflin, il quadro è completo. Ad aprire lo spettacolo sono però gli Editors dalla grigia Birmingham, che aspettano il tramonto per salire sul palco e rievocare (o tentare di farlo) il suono e l'espressività dei Joy Division coi loro rituali wave, ispirati ovviamente anche dal revivalismo di quella scena che nei primi Duemila ha imperato soprattutto sulla East Coast americana. L'acustica è perfetta e gli Editors fanno la loro parte, coinvolgono il pubblico - man mano sempre più numeroso - che riconosce i loro brani più famosi "Bullets", "Munich", oltre ad una buona metà dal più recente An End Has a Start. Tuttavia della loro esibizione resta ben poco a fronte di quella stratosferica che forniscono i vecchi R.E.M.: non c'è partita e non è neanche giusto confrontare. Smontato il loro set, ecco comparire la canonica sfilata di dinosauri in miniatura appoggiati lungo l'amplificazione della chitarra, segnale che Peter Buck sarà della partita di lì a breve. La scenografia - in apparenza scarna ed essenziale - si rivela un fantastico collage di cubismo analitico fatto di schermi che proiettano con molte luci e colori le riprese di quanto avviene sul palco, riflettendo gli umori delle canzoni in una sorta di esperimento che avrebbe fatto contento anche Skrjabin. Uno spettacolo. Non resta che attendere la band che sale in pedana intonando le note di "Living Well It's the Best Revenge", la traccia d'apertura del nuovo album. La velocità è quella dei tempi migliori e i nostri sembrano davvero caricati a molla per rilasciare due ore di energia positiva, forti dei consensi che raccoglie l'alternanza fra pezzi nuovi (fra cui spiccano "Man-Sized Wreath" e "Hollow Man") e classici ripescati dai vari periodi della band. Il catalogo è così ampio che il pubblico dell'Arena Santa Giuliana (ormai sold out) si divide ben presto in due fazioni: quelli che sono lì per applaudire quei 7/8 brani più famosi entrati anche nella coscienza musical-popolare italiana grazie all'airplay di radio e televisioni, e i fan o conoscitori più snob degli R.E.M., che si accumulano in prossimità del palcoscenico e riconoscono anche pezzi nel tempo divenuti autentiche rarità. Nel gioco di alternanza, ecco sfilare "Fall on Me", "Driver 8" e "1,000,000" direttamente dal passato remoto della band, per poi passare agli inni generazionali "Drive", "Losing My Religion" e "The One I Love", riportando qua e là alla luce anche momenti ingiustamente ritenuti minori dagli album più famosi come "Wake Up Bomb" e una struggente versione di "Let Me In", dedicata a suo tempo a Kurt Cobain, di cui Stipe è stato uno degli ultimi veri amici. Il tempo si ferma ufficialmente durante l'esecuzione di "Nightswimming", tanto che il verso "I'm not sure all this people understand" sembra calzare a pennello non tanto per la serata, perfetta, magica, concessa dagli R.E.M. e dall'organizzazione impeccabile dell'UmbriaJazz, quanto per la moltitudine di ragazzi che non sanno in realtà cosa sono gli R.E.M. Ma in fondo non importa, meglio lasciar correre, e lasciar credere loro che l'uomo è stato sulla luna.

 

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