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Polozov
Peace
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Jess & Crabbe
Bazzerk
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Subwave
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Vagabundos
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Hobo
Iron Triangle
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Drake
Take Care
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A$AP Rocky
LiveLoveA$AP
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A Place to Bury
Strangers Onwards...
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Natives
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America Give Up
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Pop. 1280
The Horror
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We Have Band
Ternion
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Earth
Angels of Darkness...
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Alcest
Les Voyages De L'Âme
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Lamb of God
Resolution
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Resolution
Woods of Desolation
Torn Beyond Reason
Woods of Desolation
Torn Beyond Reason
Ed Laurie
Cathedral
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Cathedral
The Big Pink
Future This
The Big Pink
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Abe Sada
The Motion of...
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Low-Fi
What We Are Is Secret
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Miriam Mellerin
Miriam Mellerin
Miriam Mellerin
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Above the Tree &
the E-Side Wild
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Farmer Sea
A Safe Place
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Palazzi
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Maria Antonietta
Maria Antonietta
Maria Antonietta
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AcomeandromedA
Occhio comanda colori
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Circo Fantasma
Playing with the Ghost
Circo Fantasma
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Racconti sulla strada


H
elsinki è un mondo tutto particolare, una città che respira influenze diverse, dallo spirito mitteleuropeo al freddo folklore slavo d'area russa, un luogo che riflette in ogni sua via, dal centro alla periferia, lo splendore della corona svedese, ma che al contempo ne rigetta la luce con il suo dichiararsi nuova, se non diversa.
La città si specchia nel Mar Baltico, a non molta distanza da Tallin, la capitale estone, e proprio questo suo essere città di mare è probabilmente una delle poche affinità con le altre capitali del Nord Europa: Oslo, Stoccolma, Copenhagen, Reykjavik sembrano ormai spartire con la capitale finnica poco più che una formula appassita e non aggiornata; questo perché, dopo la crisi economica successiva alla caduta del muro di Berlino, Helsinki e tutta la Finlandia si è ritrovata nella posizione di reinventarsi quasi dal principio, cercando un proprio equilibrio per accedere ad una sopravvivenza che, in quell'area dell'Europa così ricca, appare ancora di più nella sua veste tragica.
Helsinki vive entro un contesto di contaminazione e miscidanza, di rigida chiusura e di apertura alle mode più disparate e spesso contraddittorie, nell'orizzonte di una globalizzazione che la investe in pieno, spesso, e purtroppo diremo, snaturando la sua stessa essenza.
L'approccio alla City è già di per sé qualcosa di caratteristico. Oltre ai due accessi aerei (Vantaa e la lontana città di Tampere, sede delle varie compagnie low cost), infatti, Helsinki ha una sorta di entrata preferenziale: il mare. Numerose sono le navi (due sono le linee principali, la Silja Line e la più famosa Viking Line, la famigerata 'trombonave' per intenderci) che ogni giorno attraccano i loro ormeggi nel porto finlandese, scaricando i personaggi più diversi: dall'impiegato che si concede una mini-crociera per poter bere a basso prezzo al turista proveniente da Stoccolma. È proprio il porto quindi ad essere uno dei motori della città, che senza dubbio vede nell'accesso marino uno dei maggiori canali di contatto verso il mondo esterno, soprattutto quello europeo. Sempre nello spazio portuale, mai intrusivo come in altre città europee, è inoltre possibile assaporare parte di quella che è poi la Finlandia tutta, a partire dal cibo fino ad arrivare alla famosa architettura finlandese; mercatini di pesce fritto (a prezzi quasi vantaggiosi), bancarelle di souvenir vari (cariche di pelli di renne, ovviamente) e palazzi pallidi: questa è la prima immagine che la città ci presenta.
A partire dal porto la città si sviluppa verticalmente a cono, con l'allargarsi gradualmente allontanandosi dal mare, che comunque circonda tutta quella che possiamo dire essere la downtown.
Appena dietro al porto, la cattedrale con il suo bianco baltico ci introduce nell'atmosfera più raffinata di Helsinki, costituita dalla zona metropolitana che abbraccia quella portuale, sede dell'Università (una delle più rinomate a livello mondiale per lo meno a livello funzionale), della Borsa e di diversi ministeri.
Lasciata la zona bassa, si entra in quella che è la parte più metropolitana. A partire dalla stazione centrale di Ratautientori è tutto un susseguirsi di palazzi d'epoca ed enormi complessi metropolitani, sedi di innumerevoli marche: dall'elettronica al vestiario, dalla cucina ai pub in stile anglosassone. È questa la zona più viva della città, quella dei locali, dei club, attraversata giorno e notte da innumerevoli taxi e invasa nei finesettimana da masse di giovani e vecchi ubriachi a sfogare in un colpo solo un'esigenza di liberazione. Sempre questa è l'area in cui si possono trovare il Museo Nazionale (sinceramente nulla di irrinunciabile), il Museo d'Arte Contemporanea (il Kiasma), il Parlamento finlandese e la Casa della Finlandia di Alvar Aalto, vera e propria celebrazione della nazione finlandese da parte del suo più grande architetto.
Sul confine settentrionale di questa vasta area cittadina troviamo il centro commerciale di Kamppi, luogo di ritrovo per tantissime persone, nonché zona commerciale delle più importanti a livello nazionale e punto di partenza di diversi bus. Kamppi si presenta come una micro-città nella città, una sorta di spazio autonomo dove si possono trovare veramente le cose più svariate: dal negozio di elettronica al parrucchiere, passando per negozi di alimenti e per una moltitudine di ristoranti e pub aperti fino a tarda sera. Proprio alla sinistra di questo immenso micro-mondo si trova quella che è probabilmente la location concertistica più importante, il Tavastia, sede di innumerevoli concerti (quasi ogni giorno si può assistere ad un concerto, e non solo del metal tanto caro al popolo finlandese!); ma ne parleremo meglio fra non molto.
Importante caratteristica di Helsinki è il suo aspetto sotterraneo. Essa infatti è una città costruita sopra un'altra, accessibile attraverso diverse entrate sparse per tutto il centro e che conducono ad una serie di tunnel sotterranei pieni di negozi, ristoranti e supermercati disposti capillarmente sotto ogni edificio, capaci di connettere quasi senza interruzioni le diverse parti del centro: è un mondo del commercio e della velocità, dove tutto è ingoiato dalle etichette del capitalismo globale e da una miriade di diverse cucine tipiche, dalla nepalese alla messicana. Alcuni potrebbero usare la formuletta di 'non-luogo', noi preferiamo riferirci a questo livello metropolitano con l'appellativo di formicaio, perché veramente la sensazione è quella di essere ingoiati in un mondo ctonio, palcoscenico di una sclerotizzazione dell'usus democratico in nome di una commercializzazione alienante. Oltre a questa caratteristica sociale, il sistema di connessioni sotterraneo si rivela una sorta di scappatoia dal freddo che stringe la città per una parte consistente dell'anno e una via di accesso facilitato alla metropolitana che, benché di dimensioni ridotte, collega la maggior parte dei luoghi significativi.
Ma come si presenta Helsinki a coloro che ne vogliono assaporare l'aspetto culturale, dalla musica all'architettura passando per le biblioteche e i musei?
Helsinki è senza dubbio viva a livello culturale, con diversi musei, centri culturali, spazi concertistici e splendide biblioteche.
Da un punto di vista strettamente museale, le maggiori attrazioni della capitale finlandese sono sicuramente il Kiasma Museum (Museo d'arte contemporanea finlandese, aperto tutto l'anno e con esposizioni di livello internazionale) e il Museo Nazionale (sede di diverse collezioni anche internazionali); a livello bibliotecario, invece, da notare l'ampia Biblioteca Nazionale e le varie biblioteche universitarie, nonché un ampio numero di piccole librerie private in cui è possibile trovare le pubblicazioni più disparate (anche in inglese, francese e tedesco) a prezzi veramente ridotti; sede dei principali concerti è, come dicevamo poco sopra, il Tavastia, locale nella zona centrale di Kamppi, e il locale Gloria, leggermente più decentrato e capace di contenere poche centinaia di persone, oltre ovviamente ai vari palazzetti sportivi sparsi per la città.
Di rilievo architettonico, la città offre la splendida Cattedrale, a pochi passi dal porto, il monumento al celebre compositore J. Sibelius, la Casa della Finlandia di Alva Aalto e, in generale, una serie di palazzi, presso il centro, di sicuro interesse architettonico.

Importante è sottolineare come la città di Helsinki rispecchi pienamente, nel suo polimorfismo urbano, quella che è in fin dei conti la vera essenza della Finlandia, ovvero un incrocio di diverse culture a creare un punto di conciliazione che si fonda sostanzialmente sull'alterità. Altra vuole essere la Finlandia rispetto alla storica rivale Svezia; altra vuole essere la Finlandia rispetto alla limitrofa Russia; tutto ciò grazie ad un apparato culturale (dalla letteratura alla musica, passando per il teatro) che si pone come spazio di rivendicazione nazionale, come occasione di affermare una propria unicità. E così si spiega la ricerca, a livello letterario, di un passato mitico-epico, attraverso il recupero di modelli ed eroi di saghe alto-medioevali (basti pensare al lavoro di Alexis Kivi, probabilmente il più grande autore finlandese); si spiega in questo modo anche la feconda scena musicale, spesso legata a band di madrelingua finnica o comunque ad un immaginario sempre facilmente identificabile (si pensi alle innumerevoli band metal, e alle altrettante realtà folk); si spiega così, infine, l'esigenza quotidiana di riaffermare le proprie tradizioni, come ad esempio la sauna e il consumo di vodka, due elementi eletti a simboli più o meno ufficiali del paese scandinavo. Ed Helsinki è proprio il luogo dove tutto questo habitus finnico vede la sua celebrazione più riuscita, pur non senza ibridarsi e mischiarsi con i diversi fenomeni globali (onnipresenza di ristoranti esotici, grossi poli commerciali, fast-food etc.).

Dopo questa larga introduzione, potrebbe essere interessante adottare un punto di vista più basso e cercare di descrivere come appare la città nella sua vita quotidiana e, soprattutto, nella sua dimensione relazionale.
Il popolo finlandese, come ogni altro popolo scandinavo, si presenta a un estraneo come un grande enigma. Silenzi, occhi bassi, momenti di accesa vitalità: tutti elementi che a primo acchito possono spiazzare se non addirittura indisporre. Tuttavia basta poco per rendersi conto che questa maschera spesso ostile non è altro che un velo culturale che viene posto a difesa di quella che è la 'proprietà privata' dell'individuo, fattore sociale quasi inviolabile per il popolo finlandese; quindi, il distacco che i finlandesi pongono automaticamente nei confronti dell'estraneo non è un atteggiamento da fraintendere, ma semplicemente un'usanza quotidiana che la società finlandese ha elaborato nel corso dei decenni.
Ci si potrà chiedere come accedere a quella sfera personale così apparentemente relegata nell'orizzonte strettamente domestico. La risposta è alquanto bizzarra, ma vera: l'alcol. Il problema dell'alcolismo in Finlandia diventa elemento positivo nella misura in cui infrange questa impossibilità della parola, permettendo uno scambio libero (spesso anche troppo!) fra tutti. È così che si possono incontrare le persone più disponibili a parlare (soprattutto se straniero), le scene di socialità più spinta (a voi l'immaginazione?) e anche fare brutti incontri di coloro che in questa liberazione non vedono altro che la rottura delle inibizioni quotidiane (per avere un assaggio della natura selvaggia finnica non serve altro che un veloce giro nei pressi della stazione principale nelle serate dei finesettimana!).
Ridurre, tuttavia, questo slancio di vitalità all'esplosione alcolica dei weekend è piuttosto semplicistico. Esistono altri campi in cui i finlandesi riescono a incanalare questa loro energia 'repressa'. Un esempio potrebbe essere il grande entusiasmo che accompagna vari fenomeni culturali quali le rappresentazioni teatrali (capaci di richiamare masse di persone che in Italia latitano ormai da un più di un decennio), quali i concerti di band rock, soprattutto finniche (HIM, Lordi, Grendel, Amorphis e un numero infinito di affini) e quali le esposizioni museali, più o meno contemporanee, più o meno internazionali.
Lo scenario che ci rimane è quindi quello di una città che si culla nel proprio silenzio per la maggior parte del tempo, per poi esplodere in slanci di vitalità in determinate occasioni che riescono ad unire una grande quantità di persone.
Gli spazi di queste espressioni, oltre ai luoghi istituzionali (teatri, musei etc.), diventano anche le piazze, i parchi (numerosi e molto ben tenuti) e, in generale, lo spazio urbano in toto, che per la sua capacità d'adattamento, dettato da una visione urbana veramente moderna, riesce a diventare scenario delle manifestazioni più disparate, dai cortei universitari ai concerti gratis fino alle proiezioni di film/video d'arte nelle piazze.
Una città viva in fondo, solo leggermente restia al mostrarsi. Come restii a mostrarsi sono, per motivi geografici, due delle maggiori risorse di Helsinki: le due isole di Suomenlinna e di Seurasaari.
La prima isola, a 15 minuti di traghetto dal porto della città, fu fino alla prima metà del '900 sede di una fortezza militare (tuttora visibile e visitabile), ma ora questo enorme spazio è stato reinventato come grosso parco "foris portas" dove è possibile godersi un momento di pace, lontano dalle macchine e dal caos cittadino, camminando tanto lungo le inusuali e romantiche spiaggette che ne carattterizzano la costa quanto attraverso i vari ex bunker, oggi semplici punti da cui contemplare il mare (magari con una birra comprata sul supermercato dell'isola) e, se il tempo permette, un tramonto di una bellezza rara.
L'isola di Seurasaari invece, collocata a nord-ovest di Helsinki e facilmente raggiungibile con un pullman (il 24, con partenza dalla via principale della città, Mannerheimintie), è una lingua di terra staccata dal mare che è stata riconnessa al corpo della città grazie ad un ponte di legno che introduce il visitatore in una giungla di alberi nordici, di famelici scoiattoli pronti a mangiare ogni cosa abbiate in mano, di case di legno tipiche finlandesi, a costituire uno dei più importanti musei all'aperto d'Europa.
Le due isole si presentano come due piccoli micro-mondi dove spezzare il ritmo quotidiano, stare fra amici in relax, godersi panorami anche mozzafiato, il tutto senza mai veramente uscire dalla città.
Come ultimo punto, visto il contesto di questa panoramica sulla città, potrebbe essere interessante uno sguardo veloce sui vari negozi dischi che costellano la città.
Uno dei negozi di dischi principali, probabilmente il più rilevante, si trova nella zona commerciale di Kamppi, precisamente di fianco al Tavastia (lo spazio-concerti più importante di Helsinki), e qui potete trovare qualsiasi cosa, dal metal più estremo all'indie rock, dall'elettronica alternativa alla progressive; potete trovare tutte le uscite nuove degne di nota e spesso anche grandi sconti su album storici di tutti i generi; i prezzi in generale sono ottimi, nonché il catalogo di vinili disponibile.
Un altro negozio ben fornito è Fatty Sounds, un buco nel muro presso la piazza di Hakaniemi, non lontana dal centro, dove potete trovare quasi ogni uscita indie, dalle più datate alle più recenti, con prezzi veramente ottimi e la possibilità di ordinare senza spese aggiuntive qualsiasi titolo diciamo alternativo.
Per chi invece cercasse il tempio del metal di Helsinki, allora dovrebbe ricorrere al Music Hunter, un old fashioned shop anch'esso nei pressi del centro, lungo la via principale di Haamentie, saturo di tutte le uscite metal/rock/progressive dagli albori a oggi, con edizioni anche import e prezzi ragionevoli.
Infine, per gli amanti dell'usato, in una traversa di Boulevardi, larga via del centro città, si trova lo Stupido, negozio dal nome singolare dove si può veramente trovare di tutto, a seconda della fortuna, da musica dei Sessanta a quella più contemporanea.

Helsinki si presenta quindi come una città dalla superficie ruvida, ma che può facilmente diventare plasmabile se apprezzata nelle sue tempistiche e se vista con gli occhi di una cultura, come quella finlandese, che non si presenta sfarzosamente tutta in un colpo solo, ma a scorci, spesso carichi di una bellezza e di una malinconia così nordica ed estraniante che può capitare di ritrovarsi fra le strade del centro chiedendosi "Ma dove sono?".

Probabilmente un ubriaco, oltre al porgere della vodka, porgerà anche una risposta.
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