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Scritto da Panopticon
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New Sensations Attack!
Ecco gli artisti emergenti del panorama pop rock 2010

In estate di solito non succede granché nel mondo del rock. Vanno quasi tutti in ferie per tutto il mese di agosto, discografici e distributori in testa. Spesso non restano che le cronache dei festival europei da commentare, o al massimo i protagonismi su Twitter dei personaggi più bisognosi di costanti attenzioni. In attesa dell’inizio del nuovo anno scolastico, siamo andati a cercare un po’ di roba fresca per ingannare l’attesa dei grandi annunci che attendiamo. Se prima aspettavamo giusto i soliti Radiohead, Tool, Burial, Panda Bear e compagnia ben nota, adesso abbiamo qualche nome in più sul taccuino. No, non ci siamo messi a segnalare date di uscita ed etichette: ne sarebbe risultato un articolo pedante fin dalle prime righe. Ecco allora giusto degli accenni ai nomi che abbiamo scovato in questo 2010. Alcuni li conoscete perché li abbiamo già trattati nei precedenti numeri, altri potrebbero rivelarsi delle piacevoli nuove sensazioni. In coda all’articolo, alcuni link per ascoltare brani selezionati degli artisti menzionati. Buona scoperta!
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Scritto da Panopticon
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• Waves Out
Best Coast (2010) Crazy for You !!! (chk chk chk) (2010) Strange Weather, Isn't It? Animal Collective (2010) ODDSAC
Heart Music Group Presents (2010) ♥
Kids of 88 (2010) Sugarpills
Klaxons (2010) Surfing the Void
Lloyd Miller & The Heliocentrics (2010) Lloyd Miller & The Heliocentrics
Marilyn Crispell & David Rothenberg (2010) One Dark Night I Left My Silent House
Menomena (2010) Mines
Teen Daze (2010) Four More Years
• Rockville
Big Boi (2010) Sir Lucious Left Foot: The Son of Chico Dusty
Black Crowes (2010) Croweology
Jaill (2010) That's How We Burn
Magic Bullets (2010) Magic Bullets
Mogwai (2010) Special Moves Phil Selway (2010) Familial
Secret Cities (2010) Pink Graffiti Sufjan Stevens (2010) All Delighted People
The Gaslight Anthem (2010) American Slang Tired Pony (2010) The Place We Ran From
Zulya (2010) Tales of Subliming
• Electronica DeepChord Presents Echospace (2010) Liumin Quentin Harris (2010) Sac•ri•fice
Skream (2010) Outside the Box The Flashbulb (2010) Arboreal
• Selected Metal Neurosis (2010) Live at Roadburn Festival 2007
Waves Out
Best Coast (2010) Crazy for You surf shoegaze. Ci aspettavamo qualcosa in più, e allo stesso tempo non possiamo sostenere che l'hype sia ingiustificato. Crazy for You è il primo album dei Best Coast, trio capitanato dalla nuova principessa del noise pop Bethany Cosentino, giunto dopo un paio di EP che ne hanno tirato la volata. Comodamente al centro delle attenzioni del popolo indie, la formazione di base a Los Angeles non fa altro che raccogliere gli applausi che sapeva sarebbero arrivati e, con essi, le prime minuscole critiche. Il disco può risultare monotono in quanto pecca di soluzioni alternative a quelle per la verità riuscitissime ma fin troppo reminiscenti del lo fi scozzese di metà anni Ottanta, vale a dire C86 e shoegaze soprattutto. Le melodie però ci sono, tanto che la prima parte di Crazy for You scivola via con estremo piacere, piazzando più di un possibile tormentone (in particolare "The End", "Boyfriend" e "Goodbye", in cui la Cosentino pare la cuginetta della Courtney Love di Pretty on the Inside). L'atmosfera è 100% Sixties, ma più che i Pains of Being Pure at Heart, tornano alla mente addirittura personaggi dei Sessanta più remoti, come Wanda Jackson o Little Eva, quella di "Loco-Motion".
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Scritto da Valerio Pampanoni
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For Celebrations Past
Chi erano gli Alberi Urlanti
Nella prima metà degli anni Ottanta, alla Ellensburg High School nessuno ascoltava garage rock, punk e musica indipendente. Nessuno tranne Mark Lanegan e i fratelli Van e Gary Lee Conner. La cittadina sorge ad una mezz'oretta da Seattle, in un vero e proprio deserto culturale, tanto da spingere alcuni sociologi statunitensi a scegliere la vicina Spokane per studiare gli effetti della pubblicità su una popolazione completamente schiava della TV. Costretti a conoscersi più dalla totale mancanza di materiale umano che da vera affinità, i tre non diventano mai veri amici. I frequentissimi litigi, conditi da qualche bicchiere di troppo, sfociano spesso in scazzottate che finiscono per dividerli svariate volte durante la loro carriera. I tre infatti, bisticciano ancor prima della fine della scuola, stando lontani per qualche anno. Finché, un bel giorno, Lanegan decide di chiamare Van Conner che proprio in quel momento stava formando una band. Preso il nome di un pedale distorsore, nascono gli Screaming Trees, con Lanegan cantante, Lee alla chitarra, Van al basso e Mark Pickerel alla batteria. Il neonato gruppo non fatica a farsi notare, tanto che il produttore della Velvetone Records Steve Fisk, accortosi subito del potenziale di quei quattro ragazzi, decide di produrre il loro primo lavoro. I primi mesi di sodalizio musicale si concretizzano nell’EP Other Worlds, pubblicato nel 1985 solo su musicassetta. Curiosa miscela di garage rock anni Sessanta, punk e psychedelic rock, Other Worlds costituisce il punto di partenza del cammino degli Screaming Trees. I quattro di Ellensburg dimostrano di aver trovato la loro strada con il primo full lenght, Clairvoyance, uscito a capodanno del 1986 e prodotto ancora dal buon Steve Fisk. L’anno successivo, forti di questi due lavori di transizione, consegnano una demo a Greg Ginn, chitarrista dei Black Flag nonché proprietario della SST Records, indubbiamente una delle etichette indipendenti più cool del periodo. Ginn decide di metterli sotto contratto per tre album e una antologia.
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Scritto da P.R.
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Titolo: Incunabula Autore: Autechre Produttore: Autechre Etichetta: Warp Anno: 1993 Elemento:

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li Autechre sono sempre stati una delle colonne della Warp Records, alla pari del pesantissimo genio di Richard David James ( Aphex Twin, AFX, Polygon Window o come preferite chiamarlo). Nel periodo 1992/1993 il mondo della musica elettronica era in pieno fermento nelle sue più svariate accezioni, dal Regno Unito agli USA. Rob Brown e Sean Booth, dai limiti della Grande Manchester, da parte loro avrebbero lasciato il segno con una discografia che per almeno una decina di anni sarebbe rimasta qualitativamente rispettabilissima, partendo da un punto preciso: Incunabula, Novembre 1993, Warp Records per l'appunto. Lo spocchioso termine IDM - Intelligent Dance Music - solitamente utilizzato per identificare un'enorme fetta di musica elettronica contrapposta a quella volgarmente ballabile (il corsivo non è affatto casuale), non piace a nessuno degli artisti chiamati in causa, quindi forse sarebbe meglio far riferimento ad un più neutro e preciso, in questo caso, ambient techno.
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Scritto da M.dF.
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Le meraviglie dei sobborghi Un intimo memoriale fra automobili e centri commerciali
Da quanto non ascoltiamo una favola? Crediamo ancora nell’immaginazione? Il mondo supersonico in cui ci troviamo oggi ci sfida a mantenere vivo il rapporto con la nostra fantasia e, ad un livello più profondo, con la nostra stessa infanzia. In nome di certi sentimenti si può attaccare il sistema società odierno, con risultati che spesso sconfinano nell’ipocrisia; oppure si può far finta di niente rituffandocisi in quel mondo fanciullesco, col rischio però di non saper più tornare indietro. C’è chi invece fa il doppiogiochista e prova ad interagire con l’ambiente alieno contemporaneo nei panni del bambino interiore, il metodo preferito dei canadesi Arcade Fire. Dotati di buon senso e di un talento inspiegabile, i ragazzi di Montreal sono diventati al terzo album sinonimo di qualità durevole nel tempo: al momento, non sembrano umanamente capaci di sbagliare. E ciò grazie anche ad un elemento con cui certi ascoltatori fanno ancora fatica a regolarsi: la sincerità più spontanea di questo mondo. Questo gruppo è così travolgente nelle sue creazioni da lasciare a bocca aperta ogni volta, ma lo fa come se fosse la cosa più dannatamente naturale del mondo, riflettendo coerentemente la sua personalità cristallina. C’è poco da lamentarsi riguardo il fatto che ogni volta che si fanno sentire tutto l’universo musicale resta sospeso in una snervante attesa: sono stati in grado di unire a livello mondiale (centinaia di) migliaia e migliaia di persone.
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Scritto da G.D.B.
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One Great Summer
Appuntamento con Sel Balamir
In esclusiva per il Panopticon, l'intervista al leader degli Amplifier, Sel Balamir.
Il trio mancuniano, dopo quattro anni d'attesa, sta per dare alle stampe The Octopus, un attesissimo doppio album.
Li avevamo lasciati forti del nuovo ingaggio con la Spv e con un disco che ha diviso il loro crescente numero di fan. Con il senno di poi lo stesso leader c'ha rivelato che la gestazione di quell'opera fu piuttosto travagliata. Promesse disattese, poco tempo nella clessidra e un precedente tour davvero snervante. Il risultato fu quell'agglomerato di ruvidume rock che è passato alla storia con il nome di Insider. Diciamocelo senza mezzi termini: poco c'è rimasto veramente impresso di quel muro sonoro compatto e compromesso. Ancor più contando sulla reputazione creatasi dopo l'esordio omonimo e il bellissimo EP The Astronaut Dismantles HAL. Eppure si avvertiva qualcosa in quel caos. Come se il talento di Sel & compagni fosse riuscito a penetrare la fretta. Come se l'urgenza espressiva, le idee e la passione fossero coadiuvate da una ratio esterna alla band.
The Octopus è la risposta che stiamo attendendo da tempo. Forse troppo. Ed è una risposta coraggiosa da parte del trio di Manchester. Affrancatisi dalla negligente Spv, la scelta della band è stata quella di autoprodursi ed entrare nell'ancora nebuloso mondo indie. The Octopus è un doppio di oltre due ore di musica. Le prime 1000 copie sono ordinabili solo tramite la mail della band:
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. Un po' un premio per i fans che li hanno seguiti in questa tortuosa ascesa, un po' una schermaglia per sondare il terreno.
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Scritto da S.P.
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Fáilte go hÉireann

B
envenuti in Irlanda. Eppure basta una rapida occhiata di Dublino per capire che questa città non rappresenta esattamente lo stereotipo che qualunque turista può avere dell’Isola di smeraldo. Tutta un’altra cosa. E pensare che basterebbero appena 15 minuti sulla DART, il treno periferico che corre lungo la costa, per raggiungere luoghi che hanno il vero sapore d’Irlanda. Ci vuole giusto un quarto d’ora, infatti, per arrivare a Malahide e quindi poter visitare il fiabesco castello dei Talbot; poco più di 20 minuti per l’altrettanto suggestivo paese di Howth, un villaggio di pescatori che sembra esser rimasto ancora incontaminato dall’assedio turistico. Dublino è una capitale, e come tale può non essere rappresentativa dell’intero paese. Eppure al tempo stesso Dublino è una città piena di angoli affascinanti che ne costruiscono un’identità basata anche su una storia complessa e a volte molto dura. Sarebbe sufficiente una breve visita al Kilmainham Gaol, le prigioni utilizzate negli anni della resistenza contro le leggi inglesi, per avere una vaga idea delle barbarie dell’occupazione britannica contro il popolo irlandese. Nelle sferzate improvvise di vento e nelle piogge scroscianti c’è tutta l’identità di una capitale di appena 500 mila abitanti che è essa stessa paese. Abitata da persone fiere e discrete, che solo qualche pinta può rendere cordiali ed esageratamente goliardiche.
La vita dei dublinesi parte sulla riva nord del Liffey - il fiume che divide la città in due - nella parte più autentica e multiculturale di Dublino. Più precisamente il punto di ritrovo è alle basi dello Spire, un’antenna di 120 metri che sorge esattamente tra le corsie di O’Connell Street. Lo Spire è diventato uno dei simboli più forti della città e del suo slancio verso la ricostruzione. Durante il giorno le sue pareti d’acciaio si colorano di tonalità diverse a seconda dei raggi del sole e delle sfumature del cielo, formando giochi di luce che le hanno valso l’onore di diventare il punto di riferimento della capitale, per orientarsi ovunque ci si trovi e per darsi appuntamento prima di una passeggiata tra le vie dello shopping. Ai lati di O’Connell Street, infatti, parte una serie di traverse pedonali colorate dalle insegne sfavillanti delle offerte di negozi di abbigliamento, calzature, borse, cappotti e varia chincaglieria a buon prezzo.
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Prossima Edizione il 20/09/2010
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Fast News
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• Guarda il nuovo video degli MGMT, "Congratulations"
• Pre-order del nuovo disco dei Black Angels sul sito ufficiale
• Nuovo video per Toro Y Moi, si tratta di "Low Shoulder"
• Ormai prossimo il ritorno di Brian Eno su Warp Records
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Legenda
Oro
Disco Chiave, Imprescindibile
Mercurio
Potenziale Capolavoro
Rame
Ottimo Esordio
Antimonio
Grande, Inatteso Ritorno
Zolfo
Interessante, Buono
Stagno
Intorno alla Sufficienza
Piombo
Aurea Mediocritas
Ferro
Crosta, Insufficiente
Disgustorama
Pietra dello Scandalo
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